Proprio nelle ore in cui migliaia di giovani stanno svolgendo la Maturità 2020, la Gazzetta Ufficiale pubblica le modalità di accesso ai concorsi docenti per la scuola secondaria con grandi novità soprattutto per gli insegnanti di sostegno.
I requisiti
Il concorso prevede l’assunzione di 33mila docenti per la scuola secondaria entro il biennio 2021/2022. Le assunzioni riguarderanno docenti comuni, insegnanti di sostegno e insegnanti tecnico-pratici (ITP). Per gli ITP basta semplicemente il diploma. Per i docenti comuni i requisiti necessari sono l’abilitazione all’insegnamento e il titolo di studio. Nel caso in cui non si possegga l’abilitazione vanno bene anche i 24 cfu nelle discipline psico-antropologiche e nelle tecniche didattiche. Per i docenti di sostegno oltre ai requisiti sopra citati è necessaria anche la specializzazione per le attività di sostegno didattico. Questo sembra essere un ulteriore passo in avanti verso una scuola di qualità.
La novità per i docenti di sostegno: la specializzazione
Infatti nel febbraio 2020 gli atenei italiani hanno ottenuto l’autorizzazione dal MIUR nel fornire corsi di specializzazione per il sostegno didattico, anche chiamato Tirocinio Formativo Attivo. Il TFA permette all’aspirante docente non solo di abilitarmi, ma di seguire un percorso approfondito sulle tecniche di sostegno. Prima dei TFA si ricorreva spesso alla Messa a Disposizione (MAD) di personale non qualificato. Prevedendo dunque l’assunzione di docenti di sostegno esclusivamente specializzati, si è data attenzione enorme al problema della disabilità.
Novità sui piani educativi per i disabili
Il Ministro dell’istruzione, Lucia Azzolina, ha annunciato che entro il nuovo anno scolastico ci sarà un nuovo modello di Piano Didattico Individualizzato per gli alunni disabili. Il nuovo modello prevede che i piani didattici non saranno più definiti in relazione solo al tipo di disabilità e quindi in modo standard, bensì si tratterà di piani didattici ad hoc, costruiti su misura del singolo alunno.
I problemi della scuola di sostegno
Ernesto Ciracì, presidente del MiSos (Movimento di Insegnanti di Sostegno Specializzati), accoglie con entusiasmo la novità, ma lamenta anche altre problematiche: “Il problema però non è il Piano Didattico Individualizzato, ma tutte le criticità rimaste inascoltate e irrisolte: allargare gli organici, prevedere la continuità didattica, stabilizzare i precari specializzati, trasformare le cattedre in organico di diritto soprattutto al centro sud, insomma occupiamoci più della sostanza che della forma”. Ci auguriamo tutti che con le nuove assunzioni previste, parte di queste problematiche verranno risolte.





