23.8 C
Napoli
giovedì, 26 Maggio 2022

Novax vaccinati per finta: spuntano le chat dei dipendenti dell’Asl arrestati

Spuntano le conversazioni dei dipendenti dell'Asl Napoli 1, che avevano organizzato un vero e proprio giro di false vaccinazioni.

Da non perdere

In un periodo di profonda tensione e preoccupazione generale, si diffonde sempre più il fenomeno delle false vaccinazioni. Un fatto che stride totalmente col desiderio di uscire dalla pandemia, un prevalere del singolo a discapito della comunità. In questo contesto si inseriscono le intercettazioni dei dipendenti dell’ASL Napoli 1, i quali facevano parte di questo giro di inoculazioni simulate.

Le conversazioni dei dipendenti dell’Asl Napoli 1

A questo proposito l’Oss Rosario Cirillo, uno dei dipendenti immischiati, ha scritto a una cliente preoccupata: “Non te la fa… la spruzza fuori, però voi fate la fila normale… solo quando deve iniettarla non la inietta”.

L’uomo, arrestato dai carabinieri del Nas nell’indagine sulle false vaccinazioni all’Asl Napoli 1, quasi scherzava su un argomento tanto rilevante.

Questa conversazione si è tenuta su Telegram, applicazione che la donna riteneva più sicura del più diffuso WhatsApp.

Cirillo invogliava la donna a recarsi all’hub di Capodimonte e chiedere di una persona precisa: Giuliano Di Girolamo, infermiere della struttura ospedaliera, anche lui arrestato.

Il dialogo è agli atti nell’ordinanza che ha condotto all’arresto dei due. Le indagini hanno consentito di risalire all’identità dei clienti, ora indagati, sono circa una trentina; l’utenza dei falsi vaccini è ampia, comprende: famiglie, con genitori e figli, ma anche docenti, infermieri, Oss e dipendenti del ministero dell’Interno. Alcuni venivano anche da altre regioni, raggiunti da voci di corridoio nell’ambiente novax.

Il prezzo richiesto per la simulazione era di 150 euro, anche se qualcuno ha ottenuto una riduzione, ed ha pagato 100 euro). I soldi venivano intascati da Cirillo, che si dava appuntamento con i falsi vaccinandi in luoghi stabiliti, di volta in volta diversi, come la parte esterna del Bosco di Capodimonte e il parcheggio del San Giovanni Bosco.

I rei pensavano di aver dato vita ad un sistema sicuro da ogni controllo e si complimentavano tra loro: “Siamo o non siamo i più forti? Prima di farli avevano i dubbi, poi dopo non sapevano cosa darci. Volevano darci il vino, il caffè, volevano perdere tempo comunque”, scrive Cirillo, e Di Girolamo risponde: “Simm ruoss assai, frate'”, ovvero, siamo grandi, fratello.

Una situazione incresciosa, un vero e proprio giro finalizzato alla mera acquisizione del Green pass, a discapito dei sacrifici fatti da tutti noi fino a questo momento.

 

image_pdfimage_print

Ultimi articoli