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domenica, 29 Gennaio 2023

Niki Lauda, morto il famoso campione

Niki Lauda aveva 70 anni. Egli fu uno dei più famosi piloti nella storia della Formula 1, vinse tre Mondiali. La sua fama si deve anche all'incidente del quale fu protagonista che lo lasciò sfigurato in volto

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Emanuele Marino
Giornalista pubblicista, nonché studente universitario iscritto alla facoltà di Lettere Moderne presso l'Università degli studi di Napoli Federico II

Niki Lauda, uno dei più famosi piloti nella storia della Formula 1, è morto ieri, lunedì 20 maggio 2019, all’età di 70 anni.

Lauda aveva vinto, nel corso della sua carriera, tre Mondiali, due alla guida di Ferrari, 1975 e 1977, e uno con la McLaren, 1984.

La sua fama però si deve anche ad un tragico evento che lo ha visto protagonista, un tragico incidente che lo ha sfigurato in volto.

Egli fu anche protagonista di una delle più iconiche rivalità nella storia della Formula 1, ossia quella con il pilota britannico James Hunt, rivalità raccontata da Ron Howard nel film Rush.

La notizia della sua morte è stata diffusa direttamente dalla famiglia tramite una nota.

“Con grande tristezza, annunciamo che lunedì il nostro amato Niki è morto in pace e circondato dalla sua famiglia”.

Le cause precise della sua dipartita sono tutt’ora ignote, Lauda era stato ricoverato in ospedale a gennaio a causa di un’influenza che lo aveva colpito durante le vacanze di Natale.

La carriera di Niki Lauda iniziò prima che egli compisse vent’anni. Proveniente da una ricca famiglia di banchieri viennesi, che non accettò mai di buon grado la sua vocazione, iniziò nel 1968 nelle gare riservate a vetture Mini, automobili allora prodotte dalla British Motor Corporation.

Per giungere in Formula 2 fu costretto a chiedere dei soldi in prestito dando come garanzia una polizza di assicurazione sulla propria vita.

Fece parte del team March. Nel 1971 debuttò con lo stesso team in Formula 1, per partecipare solo l’anno seguente all’intero campionato.

Ottenne successivamente un complicato contratto, con il quale ottenne un posto alla BRM, scuderia britannica.

Lauda non fu solo un buon pilota, ma anche un esperto collaudatore, fortemente sensibile nel riconoscere i difetti delle auto.

Fu notato anche da Enzo Ferrari, il quale lo portò alla propria scuderia.

Lauda lavorò intensamente sulla monoposto, allofa poco affidabile e difficile da guidare. Nel 1974 ottenne il quarto posto nella classifica generale del Mondiale, mentre l’anno successivo vinse con venti punti in più del brasiliano Emerson Fittipaldi.

Nel 1976 perse il Mondiale per un solo punto, essendo battuto da Hunt, ciò fece sì che la rivalità tra Lauda e Hunt raggiungesse il proprio apice.

Hunt e Lauda furono amici già prima di gareggiare, tanto da condividere un piccolo appartamento a Londra ai loro esordi.

Rimasero sempre in contatto, fino alla morte di Hunt, avvenuta nel 1993.

Uno dei momenti clou della carriera di Lauda fu il terribile incidente avvenuto durante il Gran Premio di Germania del 1976.

L’incidente avvenne sul tracciato del Nürburgring, in Germania, all’epoca costituito da una pista di 22,8 chilometri piena di curve,tra le quale avevano trovato la morte 131 piloti di diverse categorie in meno di cinquant’anni.

Lauda propose di non correre durante la riunione pre-gara dei piloti, perché le condizioni della pista non erano ottimali a causa del maltempo, ma la sua proposta fu bocciata.

Poco prima la pioggia aveva bagnato il circuito, la maggioranza dei piloti usò gomme da bagnato. Dopo il primo giro la pista risultava relativamente asciutta, tutti si equipaggiarono di gomme adatte.

Lauda aveva iniziato il suo secondo giro, ma raggiunta la zona più lontana dai box, sbandò in una curva a sinistra a causa di un cedimento strutturale favorito dalle condizioni della pista.

L’auto si schiantò su una roccia a lato del circuito fermandosi in mezzo alla pista in fiamme.

Lauda, che aveva perso il casco durante l’impatto, fu travolto dalle auto di due piloti in arrivo.

Lauda venne tempestivamente trasportato in elicottero presso il vicino ospedale militare di Coblenza.

Riportò numerose ustioni sul viso, aveva inoltre inalato aria molto calda e satura dei prodotti di combustione della benzina, che lo avrebbero potuto uccidere.

Tragiche le sue condizioni, Lauda ottenne l’estrema unzione.

Lauda tornò in pista, vincendo il Mondiale nel 1977, fermandosi poi per un paio di stagioni. Nel 1984 lo vinse nuovamente, ma questa volta con la McLaren.

Nel 1985 si ritirò definitivamente, occupandosi delle sue due compagnie aeree, ma non lasciò mai il mondo della Formula 1, restando come commentatore televisivo o consulente e manager di diverse squadre.

Si sposò due volte ed ebbe cinque figli.

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