17.4 C
Napoli
mercoledì, 7 Dicembre 2022

Nigeria: liberate 110 ragazze rapite da Boko Haram

Da non perdere

Domenico Papaccio
Laureato in lettere moderne presso l'Università degli studi di Napoli Federico II, parlante spagnolo e cultore di storia e arte. "Il giornalismo è il nostro oggi."

Le 110 studentesse nigeriane, rapite a Dampchi, lo scorso 19 febbraio, secondo quanto riferito stamane, dal sito web Africa News – sono state liberate. 

L’episodio, è avvenuto durante un attacco terroristico dei commando del gruppo fondamentalista islamico sunnita, Boko Haram, legato ad Al-Quaeda e operante in Africa. Dal 2015 è divenuto l’alleato per eccellenza, soprattutto sul piano della linea del terrore, dell’Isis.

La liberazione delle studentesse è avvenuta mediante uno scambio, che ha visto inoltre la liberazione e il ritorno nelle file dei terroristi di Boko Haram di alcuni prigionieri, in cui le autorità locali, avevano arrestato durante i vari interventi militari insieme al supporto delle truppe Nato, tra cui l’Italia, insieme alle forze U.S.

Ma allo stesso tempo, fortissimo è il sospetto: le autorità nigeriane, onde evitare altre ripercussioni sull’evento, c’è da ricordarsi della notizia del rapimento che inizialmente fu smentita dal governo in cui si diceva che avrebbe pagato un pesante riscatto al gruppo jihadista.

Secondo varie fonti e testimonianze ricavate dagli abitanti locali, il monito di Boko Haram nel compiere queste tipologie di attacchi, ormai proprio del suo modus operandi, sono quelle di proibire l’educazione e la formazione scolastica di tipo occidentale alla donna e riportarla alla più cruenta osservazione della sharia, la legge islamica, spesso strumentalizzata da parte di gruppi terroristici musulmani.

Tale episodio segue di oltre due settimane all’attentato avvenuto il 3 marzo scorso, quando gli jihadisti di Boko Haram, hanno attaccato degli operatori umanitari impegnati nell’area nord-est della Nigeria, registrando tre vittime e altrettanti feriti.

Intanto, il presidente dell’Unicef Poirier, già recentemente impegnato per l’ardua questione siriana, denuncia come gli operatori umanitari siano sempre più le nuove vittime del terrorismo, soprattutto di matrice islamica, operate in Africa.

image_pdfimage_print

Ultimi articoli