8.8 C
Napoli
lunedì, 30 Gennaio 2023

Nigeria, nuovo attentato: 24 morti

Da non perdere

Raffaele Romano
Collaboratore XXI Secolo. Iscritto alla facoltà di Scienze Politiche e aspirante giornalista pubblicista. Motivato da un forte interesse riguardante il mondo delle "news" in ogni tipo di settore e campo. Fin dall'adolescenza, molto attratto dal giornalismo e dall'idea di ricoprire in futuro, ruoli più affini a tale sogno.

La scorsa settimana l’esplosione di 2 autobombe a Jos, capitale dello stato del Plateau, ha provocato ben 118 vittime, nelle ultime ore il gruppo terroristico Boko Haram è tornato a colpire causando la morte di 24 persone. Secondo quanto riferiscono alcuni giornalisti locali, una ventina di miliziani armati con fucili d’assalto e bombe, hanno attaccato improvvisamente il villaggio di Kamuyya, paese nello stato di Borno situato nel nord della Nigeria. I soldati del gruppo Boko Haram avrebbero seminato il panico in una zona commerciale sparando contro la folla presente e lanciando bombe contro auto e negozi. Secondo alcuni testimoni presenti in quel momento sul posto i miliziani avrebbero incendiato anche un centinaio di case.

“I militanti di Boko Haram hanno fatto irruzione nella zona e una volta arrivati nel mercato della zona hanno iniziato a sparare casualmente verso la folla uccidendo così 24 persone”, queste le dichiarazioni di un testimone presente nel villaggio di Kamuyya al momento dell’attentato.

Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha inserito il gruppo di Boko Haram nella lista delle organizzazioni terroristiche legate ad Al Qaida, nei confronti delle quali sono applicate sanzioni. L’ambasciatrice americana al Palazzo di Vetro dell’Onu, Samantha Power, ha accolto con favore l’azione e ha dichiarato: “E’ un passo importante a sostegno degli sforzi del governo nigeriano per sconfiggere il gruppo terroristico Boko Haram”.

Intanto il capo di stato maggiore della difesa aerea nigeriana Alex Badeh ha dichiarato che le forze armate della Nigeria avrebbero individuato il posto in cui si trovano le 300 ragazze rapite dal gruppo terroristico. Queste le dichiarazioni di Badeh: “La buona notizia di oggi è che sappiamo dove sono le ragazze rapite ma al momento non possiamo svelare il luogo. Lasciateci lavorare e le riporteremo a casa al più presto. Non possiamo rischiare di far morire qualche ragazza, per liberare le altre rapite”. La riservatezza delle informazioni, quindi, è resa necessaria dalla volontà dell’esercito di intavolare una trattativa con il gruppo terroristico e di non effettuare nessun blitz. Per le liberare le ragazze al più presto, lo stato nigeriano ha accettato l’aiuto degli Stati Uniti che già nei primi giorni di maggio ha messo a disposizione della Nigeria un team di esperti per offrire aiuto e consulenza.

Nel frattempo parte del mondo musulmano prega contro il gruppo di Boko Haram. Il sultano di Sokoto, Muhammadu Sa’ad Abubakar III, capo dei musulmani della Nigeria, ha annunciato una giornata nazionale di preghiera contro il gruppo terrorista di Boko Haram. L’iniziativa è stata seguita da una lettera aperta indirizzata a Shehu Sani, scrittore e importante difensore dei diritti umani che ha già partecipato a diverse iniziative, soprattutto attraverso il dialogo, per mettere fine alle violenze di Boko Haram.

image_pdfimage_print

Ultimi articoli