Nascite, previsto crollo nel 2021 a causa del Covid-19 Il numero dei nuovi in Italia era in forte calo già da qualche anno. Ma adesso, visto il clima di incertezza e le preoccupazioni sul futuro e sul lavoro, il numero è destinato a scendere sempre di più

La grande crisi scatenata dalla pandemia di Covid-19 sta influendo anche sul numero delle nascite. Le coppie italiane stanno scegliendo di non avere figli. I motivi scatenanti? Sicuramente la crisi economica, le difficoltà in merito al lavoro e al reddito. Ma anche il clima di paura e di incertezza stanno influenzando non poco le persone.

Il numero delle nuove nascite era già in forte calo prima del Covid-19. Infatti, nel 2019 sono stati circa 420mila i nuovi nati. Non si era mai avuto un numero così basso di nascite in circa 150 anni. Ora gli effetti della pandemia hanno sicuramente influito sul numero di nuove nascite nel 2020, che saranno circa 408mila. I dati, ricavati dall’Istat, mostrano un trend che cala sempre di più. La previsione è che ci saranno 393 mila nascite nel 2021, toccando un numero davvero bassissimo.

Ma quando è iniziato questo trend? Possiamo dire che negli anni ’70 il numero di nati in Italia toccava cifre tra i 900mila e 1 milione all’anno. In generale dalle statistiche emerge che il numero di nuovi nati in Italia dagli anni ’80 fino al 2008 sembra sia rimasto più o meno stabile. Il dato infatti mostra tra i 500mila e i 600mila bambini all’anno. Dal 2008 in poi un trend in forte discesa. Ad influenzare il numero sicuramente la crisi finanziaria e le problematiche legate all’occupazione, soprattutto per le persone di sesso femminile.

La situazione sembra preoccupante anche perchè stanno diminuendo le nascite di bambini stranieri in Italia. L’immigrazione ha portato nel 2020 62mila nascite. Il dato è basso rispetto agli anni precedenti, dove si era registrato un numero di crica 80mila bambini. Il trend di nuove nascite di bambini italiani e stranieri continuerà a calare considerando inoltre che i nati all’apice del periodo baby boom oggi hanno 50 anni. Le generazioni in età riproduttiva dunque saranno sempre più ristrette.

Giancarlo Blangiardo, presidente dell’Istat, è preoccupato soprattutto su quanto la crisi economica scatenata dal Covid-19 possa influire sempre di più sul problema :“L’assegno unico introdotto nella legge di bilancio può contribuire in questo senso a dare una mano ad attenuare la caduta dei nuovi nati, ma di certo non invertirà una tendenza demografica in corso ormai da anni. Non è la soluzione che risolve il problema se abbandonato a se stesso, ma insieme ad altri interventi può dare una mano.”

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Laureata in Lettere classiche, ama l'arte, la letteratura, i viaggi. Il suo più grande sogno è diventare scrittrice.

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