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lunedì, 4 Luglio 2022

Napoli Sociale. ‘Ossigeno’ per Mariamonica Romano

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Dopo la denuncia di Mariamonica Romano, la sua richiesta di aiuto, ci siamo immediatamente mossi per contattare le Istituzioni di riferimento sul territorio, al fine di comprendere il motivo che ha causato un forte disagio a una madre con figlio disabile: lasciata sola senza assistenza domiciliare, senza la possibilità di lavorare perché costretta a restare in casa per accudire il ragazzo.

I primi a essere stati contattati sono stati gli assistenti sociali della 8° Municipalità di Scampia, ma è stato un buco nell’acqua, telefonate su telefonate senza ottenere dichiarazioni: “Non siamo autorizzati”. Dunque ci siamo rivolti ai dirigenti, che hanno tuttavia chiesto tempo per informarsi sulla situazione dei Romano, ma il tempo, soprattutto quello trascorso inutilmente, Mariamonica e Roberto non se lo possono permettere. Al riguardo, sempre sul territorio di Scampia abbiamo raccolto la testimonianza del Presidente dell’8° Municipalità, Angelo Pisani: “Mi devo informare. Appena avrò notizie creerò una conferenza dei servizi e provvederò a informare anche il Prefetto di questa situazione. Purtroppo le cooperative che si occupano del sociale non vengono pagate regolarmente dal Comune di Napoli dunque alcune smettono di prestare il servizio, altre persino chiudono. Nelle “Vele” abbiamo situazioni familiari con disabili gravi, che a causa della mancanza di assistenza domiciliare non possono uscire di casa, bloccati e impossibilitati a muoversi”.

Trascorse le feste di Pasqua invano, abbandoniamo il territorio di Scampia per rivolgerci direttamente all’Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Napoli, Roberta Gaeta, ma è impegnata e dunque ci risponde una componente della sua segreteria: “Data l’urgenza, lasciate il numero, vi farò contattare in giornata”. Nulla.

La nostra redazione resta in contatto con Mariamonica Romano, è una madre sfiduciata, sta male e i pensieri ‘cattivi’ non la abbandonano, ma il confronto è utile e decidiamo di seguire un’altra strada, rivolgendoci direttamente a Napoli Sociale; ed è subito ‘luce’, anzi ‘ossigeno’: ci risponde da casa, grazie al trasferimento di chiamata, il sig. Tullio Russo, ex operatore del Progetto SFUMA e ora a Napoli Sociale, che nonostante sia un orario serale e gli uffici siano chiusi non ha abbandonato il suo turno; secondo Tullio “chi lavora nel sociale deve essere disponibile 24 ore su 24” e noi siamo d’accordo su questo. Tullio ci mette immediatamente in contatto con l’Amministratore delegato di Napoli Sociale, il Prof. Felice Marinelli, che a sua volta contatta Mariamonica Romano e il problema, incredibile, in 5 minuti è risolto. Efficiente e solidale.

Grazie al Prof. marinelli veniamo a conoscenza che il fax di ‘gestione’ di Roberto, il figlio di Mariamonica, è arrivato a Napoli Sociale in data 18.04.2014, solo due giorni dopo la pubblicazione del nostro articolo. Mariamonica Romano e Roberto nelle prossime ore conosceranno il loro assistente domiciliare. Noi siamo felici, ma quanta fatica per il riconoscimento di un diritto.

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