Il pensiero dei tifosi del Napoli di questi giorni è rivolto sostanzialmente ad una cosa: La paura di perdere Gonzalo Higuain, e per giunta per la Juventus. Ed il trauma per la maggioranza dei tifosi sta prendendo piede. C’è chi prova a fare il cuore duro, c’è chi inveisce e c’è chi magari prova a ragionare sul futuro del Napoli, conscio che la società, seppur aspramente criticata, non li lascerà in balia dell’anonimato.

Andiamo ad analizzare quindi lo scenario del Napoli attuale e di quelli che vedremo dal 21 agosto in poi. L’ossatura napoletana è la stessa, con o senza musi lunghi, e di fatto di muso lungo nell’undici di partenza ve n’è solo uno, ed è alto 1,95, visto che l’argentino ha ben altri pensieri piuttosto che stare con la faccia amareggiata. Il Napoli ha una formazione ricca di elementi capaci, volenterosi e desiderosi di farsi amare dal pubblico che spesso mette in secondo piano ragazzi che stanno seriamente sposando la causa napoletana proprio perché i tifosi pensano a rammaricarsi di una categoria di giocatore bollato come “campione” e che ha bisogno di vincere più facilmente rispetto ad altri calciatori.

Con questo non stiamo dicendo che non ci si debba dispiacere della partenza di Higuain ma si deve però aver fiducia di quelli che ci sono e di quelli che sono arrivati. Perché se è vero che il Pipita ha fatto 36 gol, dietro c’è la squadra che gli ha permesso di farli e di arrivare al secondo posto e che per un po’ di tempo era prima in classifica. Bisogna ripartire da Callejon, Mertens, Insigne, Hamsik, Jorginho, Allan, Hysaj, Albiol, Ghoulam, Reina oltre che dei ragazzi appena arrivati come Giaccherini(lo abbiamo apprezzato tutti e continueremo ad apprezzarlo sicuramente) e Tonelli, in aggiunta a tanti giovanissimi che vogliono mettersi in mostra come Grassi, desideroso di farsi scoprire dai tifosi azzurri. Sarri non ha perso la sua bravura di tecnico e sicuramente riuscirà a regalarci un altro campionato fantastico ed una Champions di grande valore, sempre se ovviamente voglia puntarci seriamente, ma crediamo che gli stimoli ci siano tutti. Quindi armiamoci di positività e di compattezza, prendiamo ad esempio l’Italia dell’Europeo e attendiamo con ansia l’inizio del campionato, che sta facendo parlare di sé senza che sia cominciato.

Quello che vince non è il singolo, sarà sempre la squadra ed è stato dimostrato.

image_pdfimage_print