Napoli, scoperta di Alberto Angela al Mann

Secondo il rinomato divulgatore scientifico, tra i cimeli presenti al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, vi sarebbe un involucro di vetro contenente dell'olio d'oliva, solidificatosi nel tempo e proveniente dagli Scavi di Pompei, mai osservato prima d'ora .

La presenza di un parco archeologico come quello di Pompei costruisce la più grande testimonianza della vita del passato, sepolta e progressivamente riscoperta, grazie al lavoro costante degli archeologi e non solo, impegnati quotidianamente nelle varie operazioni sul sito.

Nell’ultimo anno, infatti, sono venute alla luce testimonianze rilevanti, tra cui una grandissima risonanza ha avuto alcuni frammenti dell’opera dello storico e retore, padre di Lucio Seneca, Seneca il Vecchio; oppure, quella di alcuni mesi fa di alcuni affreschi in cui era rappresentata presso la casa , ipotetica di un patrizio romano, di un enorme Priapo su uno sfondo dorato.

L’ultima news in merito alla fecondità e della vivacità che emerge dal sito, però è accaduta lontano dal medesimo luogo.

L’episodio è avvenuto infatti presso il Mann, museo archeologico nazionale di Napoli, sito tra piazza Museo e via Foria, storicamente noto per le testimonianze sulla civiltà ellenistica romana, nonché sul mondo quotidiano di Pompei e della classicità.

A scoprirla , inoltre, non è stato un impolverato archeologo, ma, il rinomato paleontologo e divulgatore scientifico, Alberto Angela, noto volto televisivo per il programma Ulisse, capace di riportare, nella televisione dei social e dei talent , il sapere e la cultura.

Secondo il noto volto televisivo, da qualche mese anche cittadino onorario di Napoli, ed in città per preparare il via, proprio in collaborazione con  Mann per il suo prossimo programma televisivo su Pompei che già ha destato grande attesa di pubblico,  all’interno del museo archeologico, sarebbe custodita una bottiglia contenente dell’olio d’oliva.

La bottiglia, proveniente da una delle cittadine sepolte dall’eruzione vulcanica che investì nel 79 dC Pompei, Ercolano e Stabia, conterrebbe, secondo Angela, olio d’oliva, tipico prodotto dell’agricoltura latina, insieme al grano ed al vino, tipicamente noto come trittico mediterraneo.

Il manufatto è stato ritrovato e osservato dal paleontologo, insieme al direttore del Mann Paolo Giulierini, tra i vari oggetti di studio depositati presso il polo museale partenopeo.

In occasione del via del programma di Angela, Stanotte a Pompei, in onda da domani, 22 settembre, la scoperta ha già suscitato l’attenzione di appassionati e studiosi.

Intanto il manufatto è stato portato presso la sede di agraria dell’università di Napoli Federico II, in attesa di analisi atte a dar conferma scientifica all’ipotesi di Angela.

 

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