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venerdì, 28 Gennaio 2022

Napoli tra il sacro e il profano

Quella di Napoli è certamente una storia di mistero, radicato in una terra che ancor oggi offre all'immaginario collettivo una raccolta di storie e leggende in grado di affascinare il mondo intero .

Da non perdere

Una città che ha portorito eccellenti esempi di intellettuali o personaggi della nobilità che spesso e volentieri , hanno spaziato dalle scienze naturali all’antica arte alchemica, come per esempio Della Porta, considerato uno degli alchimisti più importanti del Rinascimento, sino ad arrivare alla affascinante nonché controversa storia del principe Raimondo di Sangro, meglio conosciuto come principe maledetto, il quale vantava molteplici competenze nel campo militare, massonico ed esoterico.

Non è difficile dunque apprendere quanto la città partonepea sia stata considerata da molti la città dell’arte occulta per eccellenza, seconda solo a Praga.
Essa è stata sempre direttamente legata al mondo dell’occulto, alle leggende, nonché a figure archetipiche che rimandano inevitabilmente a mondi inconsci appartenenti all’animo umano.
Immergendosi nel ribollìo di un esauribile calderone di misteri, è possibile in effetti scoprire storie altrettanto interessanti riguardanti i vari palazzi infestati a Napoli, frutto di passaggi di tradizioni orali, suggestive leggende popolari, riportati magistralmente nelle pagine degli scrittori. Come nel caso dei fantasmi di Palazzo Donn’Anna o lo spettro di Maria d’Avalos.
Ci ritroviamo sul tratto di mare dalla collina di Posillipo alla Gaiola.
Una villa tanto bella quanto terribilmente maledetta : si dice infatti che chiunque abbia avuto l’intenzione di abitarvici, sia stato vittima di sfortunati eventi, da fallimenti lavorativi o addirittura improvvise disgrazie.
Proseguendo il tour spettrale, troviamo il famoso ” Palazzo degli spiriti” a pochi passi dalla ” Finestrella” di Marechiaro. Un edificio fatiscente che risale al I secolo a.C. La leggenda narra che questo edificio fosse stato denominato ” Domus praestigiarum” cioè ” casa delle stregonerie” e successivamente degli spettri. Molti marinai infatti raccontano che un tempo la casa fosse luogo di una zecca clandestina e i falsari per nascondersi avessero allestito dei teli bianchi per coprire le finestre. Tale marchingegno creò da lontano un’illusione ottica così forte , tanto che si credette che la casa fosse infestata dai fantasmi.

Dal Mare alla Terra
Tra i numerosi palazzi dimora di spiriti inquieti e ricettacoli di figure storiche dannate, troviamo l’interessante storia del Palazzo sito in Piazza Giambattista Vico : una struttura di quattro piani che risale al 1880, dedicato alla Madonna di Pompei.
Si racconta ancora oggi che in tale stabile avvengano eventi al di sopra del normale: negli anni i condomini hanno potuto appurare il realizzarsi di fenomeni come il volo di oggetti, mobili spostati senza manovra ” umana”, letti messi in ordine e un momento dopo disfatti senza alcuna spiegazione…Di notte poi sembra proprio che il Palazzo si animi con violenti rumori di porte e finestre che sbattono, mentre le pareti pare siano attraversate da figure a mezzo busto, divenute ormai motivo di terrore e sentito disagio da parte dei condomini e del vicinato. Si racconta poi che proprio pochi anni fa una ragazza nello stesso edificio abbia strappato gli occhi alla madre, in un raptus di follia.

Oltretutto ciò che resterebbe da capire è per quale motivo questa struttura sia stata dedicata alla Madonna di Pompei , santa icona fortemente sentita in Campania per la sua funzione protettrice dal male. Dunque il palazzo in questione da cosa esattamente dovrebbe essere protetto?
Insomma, ancora una volta la città della mitica Pathenope non lascia scampo : la sua è una storia che resterà benignamente sempre sospesa tra il sacro e il profano, tra la bellezza ineffabile dei suoi luoghi di culto e il mistero che vuol restare tale, che dichiara la sua diretta indipendenza da qualsivoglia soluzione.
Un enigma che vuol mescolarsi alla realtà come una pozione alchemica, o come una formula magica i cui ingredienti sono ancor ben custoditi nelle mani del mistero.

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