Napoli Rinascimento meridionale. La biblioteca di Andrea Matteo III Acquaviva, la mostra che dal 22 aprile ha riportato al centro della vita culturale napoletana il Complesso monumentale e Biblioteca dei Girolamini, nel cuore del centro storico partenopeo. L’esposizione, curata da Antonella Cucciniello e Teresa D’Urso, chiuderà i battenti domenica 19 luglio.
Napoli rinascimento meridionale, la mostra
L’evento segna un momento storico: dopo dieci anni di chiusura per un lungo restauro, le sale della Biblioteca dei Girolamini tornano finalmente accessibili al pubblico, a due anni dalla riapertura della sola Chiesa-Museo. Protagonista assoluto del percorso è Andrea Matteo III Acquaviva, principe-letterato considerato uno dei più importanti mecenati e collezionisti del Rinascimento nel Mezzogiorno d’Italia, la cui straordinaria raccolta libraria è custodita nei Girolamini sin dalla prima metà del Settecento.
Pezzi d’autore compongono la mostra
Attraverso codici miniati, manoscritti antichissimi e numerosi prestiti, la mostra ricostruisce una selezione della biblioteca dell’Acquaviva, inserita in un allestimento multimediale curato da Kaos Produzioni. Il percorso, che parte dallo storico ingresso di via Duomo 114, conduce i visitatori nelle affascinanti sale storiche, tra cui la celebre Sala Vico, dedicata al filosofo napoletano Giambattista Vico, decorata da splendidi affreschi, e la Sala Camino.
Rinascita anche per un luogo storico
Come ha sottolineato il Direttore generale Musei Massimo Osanna, l’iniziativa rappresenta un passaggio fondamentale nel percorso di restituzione alla città di un luogo che è insieme monumento e spazio vivo di produzione del sapere, capace di riportare al centro dell’attenzione una stagione di straordinaria vitalità culturale come quella del Rinascimento meridionale.
Ultime settimane per visitarla
La mostra è visitabile dal martedì al venerdì dalle 10 alle 18.30, e nel weekend dalle 8.30 alle 13.30, con ingresso contingentato a 40 persone ogni 45 minuti al costo di 15 euro. Un’occasione imperdibile, prima della chiusura, per riscoprire uno dei luoghi più identitari e meno conosciuti di Napoli.





