Il Napoli è stato sconfitto. Non solo per via del risultato, ma anche per via del fatto che l’Atalanta abbia sconfitto l’idea di calcio di Sarri e degli azzurri. Naturalmente, come spesso accade in città, si cerca l’alibi o il colpevole per giustificarla. Ma crediamo sia venuto il momento di dire basta a questo atteggiamento.

La sconfitta contro la Dea deve essere invece il punto di crescita per il Napoli, visto anche il rendimento senza alcuna battuta d’arresto da parte di Juventus e Roma, che sembrano effettivamente ben più mature del Napoli in questo momento. Anche se si potrebbe attribuire questo anche al fatto che i giallorossi hanno una rosa rodata, mentre i Campioni d’Italia hanno speso per giocatori tremendamente forti e con un forte spirito d’adattabilità.

MENTALITÀ.

Ma da dove deve arrivare questa crescita? Senza dubbio dalla mentalità, che non va cercata nell’allenatore, nel presidente o nei componenti della rosa, ma bensì proprio dai tifosi. L’idea del terzo posto non può e non deve essere assolutamente considerato come un dramma sportivo, anche perché il Napoli ha praticamente ricostruito la sua idea di gioco in una sola estate. Agli occhi meno attenti può sembrare esattamente lo stesso gioco e con gli stessi movimenti, ma in realtà stiamo assistendo ad una squadra che segna di più e che crea trame più fitte. Provate a farlo voi in soli sette mesi con due ragazzini e con una punta che punta non è.

MATTONE DOPO MATTONE.

Zielinski, Milik, Diawara, Rog ma anche Tonelli, Insigne, Maksimovic e Sepe senza dimenticare Zerbin, Leandrinho, Grassi e Dezi(che DOVREBBE essere nella rosa azzurra senza se e senza ma). Sono tutti piccoli mattoncini, vuoi per l’età, vuoi per la prima vera esperienza in un top club(checché se ne dica, il Napoli È un Top Club, almeno in Europa). Quindi perché avere così tanta fretta, nonostante anche con la loro inesperienza ci stanno permettendo di fare un campionato invidiabile(Non bisogna dimenticare che gli azzurri hanno più punti delle altre terze degli altri tre maggiori campionati d’Europa) e soprattutto ci hanno portato alla quarta semifinale di Coppa Italia in soli cinque anni, a vincere il girone di Champions League, a provare l’impresa al ritorno contro il Real Madrid. Se loro sono i piccoli mattoncini dei futuri successi del Napoli, noi tifosi dobbiamo essere il collante per tenerli insieme, e crescere insieme a loro.

Tutto questo però non può essere applicabile se vogliamo fare le vittime della società e se cerchiamo forzatamente un contrasto o addirittura una rottura tra questa e la squadra, dicendo che la partita contro l’Atalanta si è voluta perdere, altrimenti non avremmo neanche trionfato a Verona(che goduria, nda). Affrontiamo queste tre partite incredibili con lo stesso entusiasmo con cui affrontavamo e portavamo a casa all’ultimo respiro la partita contro la Steaua Bucarest, contro il Manchester City, la Juventus a Torino, il pareggio contro il Milan e soprattutto il 3-0 alla Roma di tre anni fa.

TORNIAMO INNAMORATI, CHE È LA COSA CHE CI RIESCE MEGLIO E CHE PIÙ SERVE AI NOSTRI PICCOLI MATTONCINI.

 

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