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lunedì, 29 Novembre 2021

Napoli, il paradiso della sartoria artigianale

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Napoli è ancora una volta protagonista delle pagine del New York Times, questa volta non per le bellezze paesaggistiche, per le bontà culinarie o per le immancabili critiche negative, ma per le eccellenze della sartoria artigianale. Suzy Menkes, Fashion Reporter della testata americana, ha pubblicato l’articolo Naples, a heaven of hand work, in cui si descrive come l’antica arte della sartoria affondi le proprie radici e tradizioni in terra partenopea.

In passato a Napoli avere un sarto personale era un’abitudine irrinunciabile: i nobili napoletani, fin dall’ ‘800, amavano indossare abiti su misura e seguire le tendenze dell’epoca; tant’è vero che la domenica, Via Dei Mille, la strada chic dell’epoca, diventava una vera e propria passerella in cui mostrare l’eleganza dei propri outfit. La sartoria napoletana anziché appiattire la personalità, la esalta e la rende tangibile. L’abito su misura diventa espressione di ricercatezza e di buon gusto. Grandi nomi come Marinella, Kiton e Rubinacci si sono affermati fin dagli inizi del ‘900 nel campo della sartoria maschile trasformando le piccole botteghe artigianali in grandi industrie simbolo del Made in Naples. Il segreto di queste attività è l’aver mantenuto e tramandato le tecniche dei padri fondatori, utilizzando ancora oggi ago, filo, ditali e forbici. A Napoli il gusto e l’eleganza del vestire sono qualità innate, tanto da generare un vero e proprio stile napoletano, capace di attirare il pubblico estero.

Suzy Menkes descrive le piccole sartorie artigianali come delle perle immerse nel caos cittadino: “Molti uomini che vedi in giro per strada con amici o seduti su panchine, indossano giacche eleganti in tweed o lino leggero, di certo confezionate su misura. I sarti napoletani sembrano essere più capaci di muoversi nel ventunesimo secolo rispetto alla stessa città caotica. Come le acque della baia che salgono e scendono lungo la costa, gli artigiani hanno avuto anni buoni e cattivi. Ma oggi l’abito su misura è tornato e sta bene: ha vinto la sfida contro il made in fabbrica”.

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