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NAPOLI MERGELLINA. Da paradiso a inferno

NAPOLI MERGELLINA. Da paradiso a inferno

Mergellina è uno dei luoghi più incantevoli di Napoli. Celebrata nei secoli per la sua bellezza da pittori e poeti, conserva ancora oggi il suo fascino a dispetto delle colmate che a fine Ottocento hanno avanzato la linea di costa rimpicciolendone la celebre spiaggia. ”Sull’arenoso dorso, a cui riluce / di Capri la marina / e di Napoli il porto e Mergellina”. Così la decantava Leopardi nella Ginestra.

Conserva i sepolcri di ben tre poeti (oltre a Leopardi ,anche Virgilio e Jacopo Sannazaro) ed è impreziosita da tre fontane storiche (della Sirena, del Leone e del Sebeto). Un tempo spiaggia di pescatori, poi terminal per gli aliscafi, oggi porto turistico. Luogo prediletto per le passeggiate dei week end napoletani, tra gli chalet famosi per i dolci e i gelati  e il lungo molo Luise che si protende sul mare per passeggiate con vista mozzafiato. Ma qui iniziano i problemi. Napoli Mergellina. Da paradiso a inferno.

Mergellina terra di conquista

Mergellina, anzi Margellina come ancora dicono molti in dialetto, si trasforma nelle notti festive  e prefestive in una bolgia infernale. Dove starebbe a suo agio anche il leggendario Diavolo di Mergellina, se potesse uscire dal dipinto nella Chiesa di S.Maria del Parto. Risse, accoltellamenti, sparatorie, incidenti stradali, investimenti.

Napoli Mergellina. Da paradiso a inferno.

La cronaca degli ultimi decenni è costellata di morti. Ma perché proprio Mergellina? Perchè dai controlli effettuati periodicamente dalle forze dell’ordine si scopre che fino ad un  terzo dei soggetti  ai posti di blocco è composto da ex pregiudicati o soggetti con precedenti penali. Una cifra da brividi. Perchè per gente che non è abituata al rispetto delle regole  un parcheggio in tripla fila è cosa normale a prescindere dal fatto che il traffico rallenti o si blocchi . O che se deve regolare conti in sospeso non esita a farlo incurante di chi sta lì solo per passare un paio d’ore in relax.

L’ex cartolina di Napoli

Perchè uno dei luoghi-cartolina per eccellenza è terra di conquista delle bande di ragazzi provenienti dai quartieri periferici, da Barra e da Pianura, da Miano e da Ponticelli, da Soccavo e da Scampia. Il contatto tra questi gruppi è ad altissimo rischio. Basta un niente, uno sguardo di troppo a una ragazza, una spinta involontaria, un piede calpestato, ed ecco che si scatena l’inferno.

Per non parlare poi delle evoluzioni pericolose di centauri acrobati o di ragazzi che sgommano al volante di auto di grossa cilindrata, senza curarsi minimamente dei rischi cui sottopone il malcapitato di turno che osa attraversare via Caracciolo o viale Gramsci di notte.

Napoli Mergellina. Da paradiso a inferno

Che questa suggestiva insenatura sia completamente cambiata se ne è accorta anche la letteratura. Non si contato i romanzi noir e thriller pubblicati negli ultimi anni e ambientati in una Mergellina ben diversa dall’immagine stereotipata che molti ancora hanno. Fa da sfondo a queste vicende una Mergellina pericolosa, inquietante e mortifera: in Omicidio a Mergellina (G. Santarpino) e La diavola di Mergellina (A. Rocco) come ne Il diavolo di Mergellina (A.Testa) e  in Aglio, olio e assassino (P. Imperatore)

Sono state fatte molte proposte per migliorare la situazione : aumento delle pattuglie delle forze dell’ordine, installazione di autovelox, posizionamento di dossi limitatori di velocità. Ma si tratta di palliativi che non risolveranno i problemi.

La soluzione dei problemi

C’è una sola e definitiva soluzione: pedonalizzazione dell’area compresa tra Largo Sermoneta e l’inizio di Via Caracciolo, almeno fino all’incrocio con via Orazio, rendendo a doppio senso e con divieto di sosta via Mergellina. Basta tirare fuori dai cassetti del Comune, ovviamente riveduto e  aggiornato, uno dei progetti già elaborati negli ultimi decenni e rimasti lettera morta.

Probabilmente per mancanza di coraggio degli amministratori di fronte alle prevedibili e anzi già preannunciate  immancabili proteste di alcune categorie e comitati civici che spuntano come funghi ogni volta che in città si prova a istituire un’isola pedonale. Le pedonalizzazioni hanno sempre incontrato fortissime resistenze da parte di piccole ma agguerrite minoranze.

Il destino comune delle isole pedonali

Ricordate al Vomero quanto accadde per l’sola pedonale di via Luca Giordano e via Scarlatti, istituita 25 anni fa dall’amministrazione Bassolino? Proteste dei commercianti per il preventivato calo degli affari, proteste degli automobilisti per la riduzione dei posti auto e così via.

Ricordate quanto accaduto più di recente a Santa Lucia per la pedonalizzazione di via Partenope decisa dall’amministrazione De Magistris? Apriti cielo, proteste degli albergatori, proteste dei ristoratori, proteste di sedicenti comitati che ventilavano traffico impazzito, mancanza di vie di fuga per catastrofi naturali, mancanza di parcheggi adeguati e così via.A distanza di tempo chi tra coloro che protestavano avrebbe il coraggio di proporre un ritorno al passato?

Dal sogno alla realtà ?

Per Mergellina si può fare lo stesso. Basta un po’ di coraggio da parte dell’attuale amministrazione Manfredi, dopo uno studio attento dei tecnici sulle possibili ripercussioni che un’isola pedonale comporterebbe in questa e nelle zone limitrofe.

Apportando ogni necessario accorgimento  per non ostacolare e anzi agevolare le attività esistenti, in particolare quelle della nautica da diporto. E soprattutto dopo un adeguato periodo di prova prima di rendere definitivo il progetto, come del resto è stato fatto anche nelle altre zone prima citate.

E allora iniziamo a sognare. Napoli Mergellina. Da paradiso a inferno per ritornare finalmente da inferno a paradiso. I tavolini degli chalet non più ad ingombrare i marciapiedi, ma sistemati negli ampi spazi antistanti  liberati dalle auto in sosta e dal fumo dei motori. Le voci dei gabbiani al posto dei clacson strombazzanti. Le esibizioni degli artisti di strada al posto di quelle dei centauri folli. I ragazzi innamorati e le famiglie con bambini al posto delle baby-gang. Un lungomare con  venditori di palloncini, taralli e souvenir al posto di possessori di coltelli e pistole. A quel punto, statene  certi, a Mergellina di diavoli ne resterebbe solo uno: quello nella chiesa.