Napoli: mamma aggredita dal marito della maestra

La mamma ha denunciato un fatto accaduto lunedì scorso 11 marzo 2019. Secondo quanto riferito dalla donna alle forze dell’ordine, una maestra del figlio avrebbe spinto in corridoio il bambino fino a farlo cadere a terra, per poi dargli due schiaffi.

Napoli-mamma-aggredita-dal-marito-della-maestra

Anna Pagnotti è la madre di Antonio, un bambino di sei anni che frequenta la prima elementare presso l’istituto comprensivo Campo del Moroncino Umberto I di Napoli, situato in piazza Guglielmo Pepe di Napoli.

La mamma ha denunciato un fatto accaduto lunedì scorso 11 marzo 2019. Secondo quanto riferito dalla donna alle forze dell’ordine, una maestra del figlio avrebbe spinto in corridoio il bambino fino a farlo cadere a terra, per poi dargli due schiaffi.

Pare che la maestra abbia fatto ciò solo perché il bambino si era rifiutato di contare fino a 20. Tuttavia è doveroso sottolineare che la madre del bambino non ha visto ciò con i suoi occhi ma le è stato riferito da un’altra mamma.

Dopo l’accaduto, la Pagnotti si è recata a scuola per avere un chiarimento dalla maestra. Durante tale chiarimento, secondo quanto detto dalla Pagnotti, era presente anche il marito della maestra.

L’uomo dopo una discussione pare abbia usato violenza fisica contro la Pagnotti. Prontamente la madre del bambino si è recata al pronto soccorso. Con referto alla mano che certificava i graffi, le ferite al collo e al volto, la donna si è recata dalle forze dell’ordine a denunciare il fatto.

Anna Pagnotti, dopo questa vicenda si è detta molto arrabbiata e delusa in quanto i bambini devono essere tutelati.

Dopo la vicenda, la maestra di matematica ha chiesto un periodo di malattia che le è stato subito accordato.

Per fare chiarezza sulla vicenda è stata avviata anche un’indagine interna alla scuola da parte del dirigente scolastico Carmine Negro.

Secondo la versione fornita dalla maestra pare che sia stata la Pagnotti ad aggredire lei. Così il marito della maestra sarebbe intervenuto solo per difenderla.

Print Friendly

LASCIA UN COMMENTO