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giovedì, 15 Aprile 2021

Napoli: la capitale del fantomatico gioco del Lotto

Tra superstizioni, santi e sogni si riesce a trovare il cuore del gioco

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Napoli è sicuramente la capitale del lotto. Il lotto è uno dei più famosi giochi pubblici italiani. Il lotto ha rappresentato e rappresenta un aspetto fondamentale della cultura napoletana.

Le origini e la storia del Lotto

Il gioco, nato in realtà nel 1539 a Genova, dalle scommesse sui candidati al Senato, si diffuse un po’ in tutta Italia. Il gioco del Lotto giunse a Napoli nel 1682, quando il popolo napoletano si divertiva a scommettere su tantissimi avvenimenti: sul sesso dei bambini che stavano per nascere, sulle catastrofi, sulla morte di personaggi politici e tanto altro.

Nell’Ottocento Napoli ne divenne la capitale. Il popolo napoletano era così fermamente convinto che tutta la realtà potesse tradursi in numeri da giocare, infatti il governo spesso sospendeva le scommesse, per evitare che le casse dello stato potessero fallire, ad oggi non accade più. Per giocare i giusti numeri, a Napoli ci si affida molto alla Smorfia.

Questo libro è composto da 90 numeri e si basa sulla credenza che ci sia una corrispondenza tra i sogni (e gli accadimenti della realtà) ed i vari numeri. Secondo alcune teorie, l’origine della Smorfia è legata alla Cabala, la tradizione ebraica per cui nella Bibbia tutto ha un significato simbolico e la realtà stessa è un insieme di significati nascosti da interpretare.

Tutti a Napoli l’avevano imparata a memoria e sapevano perfettamente “estrarre” da un sogno o da un accadimento i numeri corrispondenti.

La dimensione divina e soprannaturale della smorfia

Il gioco del Lotto è molto connesso alla dimensione divina e soprannaturale.

Spesso sono proprio i santi, Gesù, la Madonna o i propri cari defunti a dettare i numeri nei sogni. In particolare, il santo del lotto è San Pantaleone, protettore delle ragazze future spose, alle quali suggerisce i numeri, affinché queste li giochino e, con la vincita, possano farsi la dote.

Secondo la credenza, le ragazze pregavano il santo per nove sere consecutive e, alla nona notte, si udivano dei passi e un bastone che batteva a terra: il numero dei colpi corrispondeva ai numeri da giocare.

Secondo alcuni le anime care al Purgatorio appaiano per suggerire i vari numeri. Una figura a metà tra la dimensione reale e soprannaturale è quella dell’assistito: colui che è in grado di interpretare i sogni e gli eventi, attribuendo ad essi un numero.

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