sabato 06 Dicembre, 2025
13.4 C
Napoli
spot_img

Articoli Recenti

Napoli, il cielo della capitale si tinge di azzurro!

Che cosa significa vincere? O meglio, quando si vince, qual è il premio? Una sola persona può rispondere a queste domande: il solo ed unico Ringhio Gattuso. Nella magica notte della finale, il cielo sopra l’Olimpico ritorna celeste, la Coppa Italia si tinge di azzurro e la vittoria è dedicata a tutti coloro che non ci sono più, che hanno disputato una partita diversa e purtroppo hanno perso. Un trofeo vinto meritatamente dal Napoli sulla Juventus, con le emozioni aggiuntive da cardiopalma dei rigori.

Il migliore in campo, però, il protagonista assoluto è sicuramente Gattuso, un uomo dal cuore vero con un carattere passionale e grintoso. È il suo successo contro tutti gli ostacoli che la vita gli ha posto davanti; come sempre, anche in una notte particolare come questa, una notte dall’atmosfera incantata, una notte dal sapore di finale, egli, che se ne intende molto bene di finali, ha trasformato la rabbia e la delusione in grinta e voglia di far bene, di colpire duro e di battere il suo avversario.

Una gara avara di emozioni, finita 0-0 dopo i tempi regolamentari; la compagine azzurra, dopo un avvio in salita, a lungo andare conquista le redini della partita e prende in mano il pallino di gioco. Sue le occasioni migliori, con il capitano azzurro e il piccolo Elmas, fermati soltanto dai legni. Finisce 4-2 ai rigori, dopo quello decisivo calciato da Arkadiusz Milik, l’uomo mercato del Napoli, che non ha così tanta voglia di rinnovare, ma che, per una serata, ha portato i partenopei dagli abissi infernali fino in cielo, in paradiso. Già proprio così, dagli abissi infernali, dando un’occhiata alla classifica di qualche mese fa, prima dell’arrivo di Ringhio, quando sulla panchina sedeva ancora il vecchio Carletto.

Il tecnico calabrese è giunto al San Paolo in un momento non del tutto semplice per i partenopei, forse uno dei peggiori della recente storia azzurra. È stato bravo a ricompattare il gruppo, ad inculcare la cosiddetta “cazzimma” all’interno delle menti dei suoi calciatori ed insieme, sulla propria nave, hanno attraversato la tempesta, costituita da fulmini e lampi. Alla fine il sole è ritornato a splendere, tutto il gruppo e la società Napoli, così, festeggiano il primo successo dell’era Gattuso.

Con i pugni stretti e un bacio al cielo per chi non c’è più, con una ricordo particolare verso sua sorella, è felice per il suo trionfo, simbolo di sacrificio e duro lavoro. L’obiettivo di Rino è far restare sul pezzo il proprio Napoli: nell’aria c’è sapore d’estate e il caldo fa brutti scherzi, ma andare in vacanza non si può, bisogna rincorrere fino alla fine il sogno Champions e la fine del Campionato è ancora lontana.

Primo trofeo per Gennaro Gattuso, che dopo aver fallito nel 2018 alla guida del Milan proprio contro la Vecchia Signora, stavolta, invece, l’esito è diverso e si prende dunque la sua personalissima rivincita. Una rivincita dal sapore differente, un rivincita contro le difficoltà della vita, in opposizione ad ogni tipo di impedimento. Mentre per mister Sarri, arriva un ulteriore rinvio dell’appuntamento del suo primo successo in bianconero, vivendo una delle serata più amare di tutta la sua carriera, proprio di fronte alla sua ex squadra. Per il Napoli, le Coppe Italia in bacheca sono adesso sei. Gli azzurri staccano Milan e Torino nella speciale classifica delle società con più successi e raggiungono la Fiorentina.

Il dio del calcio, di cui ha parlato tanto Rino, l’ha guardato negli occhi, ha notato la sua sofferenza e l’agonia provate nelle sua vita e per una notte l’ha reso grande. Gattuso ha meritato ed alzato al cielo il trofeo tanto ambito, il primo di una lunga carriera destinata in futuro a tanti successi.