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lunedì, 18 Ottobre 2021

Napoli ed i Rioni come identità di una città senza tempo

Visitare Napoli ed i suoi Rioni, significa amare l’immenso e diversificato patrimonio che li identifica, entrare nel "ventre" della città e scoprirne il vero senso. 

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Napoli ed i Rioni (ossia i quartieri della città) sono famosi in tutto il mondo per la forte carica culturale, storica, sociale dai quali sono avviluppati. 

Una tra tante, la presenza dei cosiddetti rioni o quartieri in cui la città si ramifica. 

Il termine rione deriva dal latino volgare: “regionem”, che significa regione; il termine si riferisce alla divisione di una città, un’area, in zone, delimitate da confini o caratteristiche che ne denotano l’identità. 

Ogni rione ha una propria identità e storia che ne completa la bellezza, in un contesto non solo urbano e culturale, ma anche sociale, senza eguali.

Napoli ed i Rioni: storia di ineguagliabile bellezza

I quartieri di Napoli sono trenta, aumentati nel corso del tempo; storicamente infatti, fu Ferdinando IV nel 1779 a dividere la città in dodici quartieri o zone ben distinte tra loro affinchè in ognuno di essi potesse soggiornare un Giudice della Corte criminale. Una decisione che diede maggiore sicurezza alla città.

Successivamente, grazie alla parentesi francese, ed il periodo giacobino che condizionò fortemente la città, furono avallati molteplici programmi di sviluppo, volti a dare vita a nuovi quartieri, oggi rinomati rioni. 

I nuovi rioni nascevano su basi e caratteristiche diverse, estremamente collegate alle differenti classi sociali di appartenenza: verso ovest si caratterizzavano per una densità abitativa piuttosto bassa, si trattava principalmente di zone panoramiche e tranquille destinate alla borghesia; verso nord e est, vicino alle paludi del fiume Sebeto, sorgevano i quartieri malfamati, destinati ai ceti bassi e al proletariato.

Ricordiamo che il centro storico di Napoli è Patrimonio Unesco e comprende i quartieri di Avvocata, Montecalvario, San Giuseppe, Porto, Pendino, Mercato, Chiaia, San Ferdinando, Stella, San Carlo all’Arena, San Lorenzo e Vicarìa, e una parte collinare del Vomero e Posillipo.

Sicuramente conoscendo bene i quartieri di Napoli, si scopre che ognuno di essi “nasconde” in realtà un volto umano e una forte voglia di riscatto.

Dal punto di vista culturale è chiaro che ogni quartiere conserva una propria bellezza e sono tutti diversi l’uno dall’altro.

I quartieri spagnoli ad esempio, nonostante la nomea, rappresentano il cuore pulsante della città. Una zona autentica, vera e indissolubilmente soggettiva, dove passeggiando è possibile scorgere il sorriso sincero di una signora intenta a stendere il bucato, lasciarsi inebriare dal profumo del cosiddetto – soffritto – oppure ascoltare l’eco delle risate dei bambini che saltano di qua e di là, felici, nella semplicità più assoluta. 

Folklore, dialetto, odori di casa, bucato, vicoli incredibili, murales un calore che entra fin dentro al cuore, accogliendo in un luogo unico.

I Rioni napoletani come identità di una città senza tempo

Mentre i Quartieri spagnoli sono la vera essenza di una città che non smette di stupire e che nel tempo ha conservato tradizioni ed autenticità, spesso si sente affermare che il Vomero, invece, sembra “non essere una zona di Napoli”. 

È indiscutibile che si tratti di un quartiere signorile, una vera e propria “terrazza panoramica” sulla città, ed è in questo che si concretizza quanto detto precedentemente.

Ogni rione o quartiere è diverso, e lo è in relazione a vari punti di vista, agli occhi del turista, ma anche agli occhi dei cittadini che abitano le varie zone di Napoli.

Proprio come accade con le persone, ognuna con una identità a sè, così è per le aree della città. Nessuna è uguale all’altra così come sono diverse le emozioni che ognuna di esse sprigiona.

I Quartieri spagnoli, il Vomero, e gli altri quartieri, costituiscono i mille volti di Napoli, dove è possibile passeggiare lungo stradine strette e caratteristiche del centro, ma anche lasciarsi inebriare da splendidi panorami in tutta tranquillità. 

Impossibile non menzionare il cuore marinaro di Napoli, ossia zona Santa Lucia, al termine del Lungomare; una delle zone più antiche della città, dal fascino di Castel dell’Ovo.

L’antico rione napoletano da Piazza del plebiscito si estende fino al mare ed al Borgo marinari, ed è una sorta di “spartiacque” fra la Città più antica (dal Vasto ai Quartieri Spagnoli) e quella Sette-Ottocentesca della Riviera di Chiaia. Uno spartiacque anche fisico, che si sviluppa intorno al Monte Echia.

Raccontando e visitando i Quartieri napoletani, si scorgerà la bellezza di una città senza tempo, ma anche i diversi aspetti, quelli di una metropoli, viva sotto ogni punto di vista. Cultura, storia, tradizione, arte, enogastrnomia, folklore, si intrecciano tra loro, ponendo l’accento sulla rinascita che contraddistingue Napoli soprattutto da qualche anno a questa parte.

Visitare Napoli ed i suoi Rioni, significa amare l’immenso e diversificato patrimonio che li identifica, entrare nel “ventre” della città e scoprirne il vero senso. 

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