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lunedì, 18 Ottobre 2021

Napoli è Divergente

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Marco Tancredi
Collaboratore XXI Secolo. Nasce a Potenza il 23/07/1986. Formatosi dapprima a Potenza, decide di intraprendere gli studi universitari presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II, dove, a conclusione dell'intero ciclo di studi ottiene il titolo di Dottore Magistrale in Politiche Sociali e del Territorio con il massimo dei voti dopo aver discusso una tesi sulla marginalità urbana e sociale con riferimento alle persone trans.

Si è conclusa ieri la due giorni di cinema che ha visto il Grenoble, Istituto francese di Napoli, ospitare il Divergenti Festival, una rassegna internazionale di cinema trans.

A partire dalle ore 16:00 di giovedì 5 Giugno, corti, medi e lungometraggi si sono susseguiti intrattenendo le persone presenti in sala, in una maratona che ha emozionato, commosso e ha fatto anche un po’ arrabbiare. Molti sono stati infatti i temi delicati che sono stati affrontati nel corso della rassegna: Bullismo omofobico, omofobia nel mondo dello sport, e non ultimo il percorso che una persona deve affrontare per effettuare il ‘transito’, un percorso non soltanto fisico, ma anche e soprattutto psicologico. Il Festival è stato quindi anche un incontro culturale di diffusione dell’informazione. Proprio al proposito Porpora Marcasciano, Presidente del MIT (Movimento Identità Transessuale), ha dichiarato: «Ho pensato al Festival perché vedevo, intorno a me, immagini che non mi rappresentavano. Quindi ho pensato che dovevo essere in prima fila per proporre un’immagine corretta».

Molti gli interventi che si sono susseguiti nei momenti di confronto e dibattito che hanno caratterizzato il post proiezioni, tra i quali quello di Antonello Sannino (Presidente di Arcigay Napoli); Daniela Lourdes Falanga (Responsabile Arcigay per le questioni trans e operatrice sociale presso la Cooperativa Sociale Dedalus); Ottavia Voza (Responsabile Arcigay nazionale per le politiche trans); Paolo Valerio (Presidente ONIG, Osservatorio Nazionale sull’identità di Genere); Ciro Cascina (attore in rappresentanza di AFAN, Associazione Femminielli Antichi Napoletani). Alla serata di ieri era presente anche Vittoria Schisano, attrice e madrina del Festival che ha dichiarato: «Tornare nella mia città è un po’ una rivincita. Napoli è una città in cui anche io ho avuto le mie difficoltà, anche io sono stata additata a scuola, ma non lo dico in tv per dare sempre una immagine positiva agli altri». Una novità che ha caratterizzato la rassegna è rappresentata dalla presenza dell’ENS, Ente Nazionale Sordi, che ha permesso ai non udenti presenti in sala di partecipare all’incontro.

Insomma un Festival importante per Napoli, che carica la città partenopea di una grande responsabilità: correggere la cattiva informazione e promuovere la cultura delle differenze. Una ‘battaglia’ che la città sta portando avanti già da molti anni con grandi risultati. Ecco perché il Festival non è stato solo la proiezione di immagini, ma anche  tutto il lavoro di promozione in cui gli addetti ai lavori e i volontari sono stati impegnati nei giorni precedenti all’evento, che ha fatto si che non fossero presenti soltanto le rappresentanze delle  associazioni ma anche tanti giovani.

«Vorrei, un giorno, poter parlare soltanto di Festival di Cinema, non più del cinema trans» ha dichiarato in conclusione la Schisano. Un risultato che pensato oggi sembra lontano, ma non impossibile da raggiungere. E Napoli, ‘città dell’accoglienza’, ha le carte in regola per farsi portatrice del cambiamento positivo.

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