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domenica, 2 Ottobre 2022

Napoli dice addio al giornalista Vito Faenza: aveva 74 anni

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Anna Borriello
Scrivo per confrontarmi col mondo senza ipocrisie e per riflettere sul rapporto irriducibile che ci lega ad esso.

Si è spento nella sua abitazione di Aversa (Caserta) il giornalista e scrittore Vito Faenza, da tempo ammalato. Nato nel 1948, aveva lavorato dal 1976 all’Unità, di cui è stato anche inviato speciale.

È stato corrispondente di Panorama da Napoli fino al 1984; ha lavorato per Il Messaggero fino al 1996. Collaboratore dell’agenzia radio Area e dell’agenzia stampa Agi, nel 2004 è entrato a far parte del Corriere del Mezzogiorno. Esperto di criminalità organizzata e terrorismo nazionale e internazionale, ha scritto numerosi saggi e ha tenuto seminari universitari su questi temi. Dal 2004 al 2010 è stato segretario dell’Osservatorio sulla camorra e sull’illegalità, curando la pubblicazione del relativo bollettino mensile.

Grande è il dolore per la scomparsa di Vito Faenza, storico giornalista de L’Unità e da sempre impegnato nelle lotte e nelle inchieste contro la camorra“. Così sui social Antonio Bassolino.

Vito è stato per me anche una persona cara, e sono tanti i ricordi di tutta una vita. Penso in primo luogo a quel 23 novembre 1980. Poche ore dopo la terribile scossa ci mettemmo in macchina – Vito e Rocco Di Blasi de L’Unità ed io segretario regionale del PCI – e quella notte stessa raggiungemmo i paesi dell’Alto Sele e dell’Alta Irpinia distrutti dal terremoto“.

Con Vito Faenza “scompare un giornalista raffinato, profondo conoscitore di Napoli e della Campania, esperto di criminalità organizzata“. Così il sottosegretario agli Affari europei Enzo Amendola. “La sua lunga carriera, iniziata negli anni Settanta, si è snodata fra testate di prestigio quali l’Unità, Panorama, il Messaggero, Corriere del Mezzogiorno. Lascia un vuoto in tutti noi“.

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