Napoli, collaborazione in vista con un ospedale di Parigi Il "Pascale" di Napoli e il centro ospedaliero francese tenteranno di trovare insieme una cura contro il Covid-19

Napoli

Nonostante la persistente diffusione del Coronavirus, si sta tentando di tutto pur di trovare una soluzione per mettere la parola fine a questo incubo. Che sia un vaccino o un semplice rimedio, ma si spera di ritornare alla normalità quanto prima. Uno dei primi tentativi è sicuramente la “cura Ascierto“; con questa iniziativa, è partita la collaborazione tra il “Pascale” di Napoli e un ospedale parigino.

Attilio Bianchi, direttore generale del “Pascale”, ha proposto una cooperazione con l’ospedale di Foch a Suresnes, cittadina vicino Parigi; il direttore della medicina interna del centro ospedaliero parigino ha accolto l’invito con entusiasmo.

I due istituti si sono scambiati queste missive all’indomani della notizia che anche sul suolo francese, da qualche settimana, si sta sperimentando Tocilizumab, farmaco usato solitamente in reumatologia e sfruttato ora per la cosiddetta “cura Ascierto“, ideata dall’oncologo del “Pascale” che lo ha testato con successo in Italia.

Felix Ackermann ha affermato che anche in Francia i risultati dei primi pazienti interessati sono grandemente incoraggianti. Nonostante ciò, il gruppo ospedaliero parigino non ha voluto svelare i risultati dettagliati, fino a quando non saranno stati riconosciuti dal comitato di lettura della rivista scientifica che potrebbe pubblicarli.

Sta di fatto che il Tocilizumab migliora notevolmente lo stato dei pazienti. Il test è stato effettuato nel quadro della sperimentazione terapeutica “Corimunò“, che ha visto riuniti 420 pazienti affetti dal Covid-19.

Il direttore del Pascale di Napoli ringrazia il collega francese per aver risposto al suo invito alla cooperazione. “Una guerra planetaria non si vince con opzioni localistiche. 1+1=3 vuol dire proprio questo”, queste le parole di Attilio Bianchi. Le due strutture, senza ombra di dubbio quindi, si sosterranno a vicenda.

Una collaborazione che potrebbe rappresentare un passo in avanti per la ricerca di una cura; una collaborazione che simboleggia speranza di trovare una soluzione e di lasciare alle spalle questo momento difficile. Uniti, perché “l’unione fa la forza“, no?

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