Napoli, caso di impeccabile sanità

Quando la sanità meridionale presenta casi d'eccellenza ma si tende a rimarcare solamente la malasanità. Il XXI Secolo ha intervistato il Dottor Vittorio Imperatore, responsabile del reparto di urologia della struttura partenopea, Ospedale Buon Consiglio Fatebenefratelli, per rendere nota l'esistenza di strutture di impeccabile efficienza anche sul territorio meridionale.

Oggi è sempre più frequente sentir parlare di malasanità riferendosi alla sanità meridionale, tralasciando però l’esistenza di Istituti d’eccellenza ubicati proprio nel meridione italiano. Uno di questi Istituti è proprio l’Ospedale Buon Consiglio Fatebenefratelli, ubicato a Napoli in Via Alessandro Manzoni. Il XXI Secolo ha quindi voluto puntualizzare riguardo questo tema, sempre attuale e di fondamentale importanza, al fine di rimarcare l’estrema professionalità e la dedizione degli istituti d’eccellenza territoriali. Il XXI Secolo ha raccolto la testimonianza, tramite un’intervista esclusiva, del Dottor Vittorio Imperatore, responsabile del reparto di urologia della struttura che, affiancato dal proprio staff, svolge un’attività lavorativa impeccabile.

Lo staff del Dottor Imperatore è composto dagli specialisti:
Dottor Sergio Di Meo
Dottor Roberto Buonopane
Dottor Marco Capece
Dottor Simone Sannino

Di seguito l’intervista che il Dottor Vittorio Imperatore ha gentilmente rilasciato alla redazione del XXI Secolo.

Dottor Imperatore in che modo la Sua carriera ha tratto giovamento dal progresso tecnologico riguardante la medicina?

«In medicina il progresso è un motore inarrestabile che stimola la classe medica nel migliorare le terapie delle patologie che affliggono l’uomo e nel ricercare terapie per quelle patologie che ancora oggi non riusciamo a curare adeguatamente. Per un chirurgo che tratta prevalentemente patologie oncologiche come me, ha trasformato il modo di approcciare la malattia. Ci consente di effettuare diagnosi sempre più precocemente e di trattare patologie che qualche anno fa o non erano curabili, o erano curabili con interventi estremamente deostruenti, in modo sempre più conservativo, rispettoso del corpo e quindi migliorando sempre più la qualità di vita dei pazienti.»

Lei come Urologo e Andrologo si è mai imbattuto in una qualsiasi leggenda metropolitana, riguardo la Sua professione, che vorrebbe smentire?

«Purtroppo di leggende metropolitane ne esistono tante, molte nate sull’incomprensione tra medico e paziente. Oggi per fortuna noi abbiamo imparato a dialogare molto di più nell’intento di trattare non la patologia ma il paziente!

E’ vero che spesso, oberati di lavoro e nel tentativo di fare tutto per tutti, rischiamo di perdere il contatto umano, ma la cultura medica non è solo legata alla tecnologia, oggi abbiamo imparato ad affrontare una patologia insieme e non solo per il paziente. Questo ci consente di raggiungere risultati di gran lunga migliori riducendo ad un lumicino le leggende metropolitane.»


Secondo la Sua personale opinione, in che modo sanità pubblica e privata dovrebbero interagire ed integrarsi per fornire al cittadino un servizio di qualità migliore?

«L’integrazione si deve attuare abolendo il principio di concorrenza, sanità pubblica e sanità privata devono avere un unico obbiettivo comune, la cura della salute.»

Dottor Imperatore potrebbe chiarire l’ambito d’intervento della specializzazione urologica?

«L’urologia è a mio parere la specialità più bella e completa nell’ambito delle specialità mediche. Tratta un’ immensa quantità di patologie, le patologie oncologiche come le neoplasie renali, vescicali, prostatiche, del testicolo e del pene, patologie altrettanto frequenti ed invalidanti come la calcolosi, l’ipertrofia prostatica, le infezioni delle vie urinarie, patologie sociali come la disfunzione erettile, l’infertilità, abbracciando una popolazione vastissima di donne ed uomini dall’età adolescenziale all’anziano.»

Come prevenire il tumore alla prostata e quali sono i campanelli d’allarme?

«Parlare di prevenzione è sempre molto difficile, sono gli stili di vita che modificano molto spesso l’incidenza delle patologie. Oggi oltre a promuovere un sano stile di vita con una sana alimentazione e combattere sempre più l’assunzione di sostanze nocive come fumo, alcol, ecc…, ci rivolgiamo alla popolazione per diffondere la cultura dell’importanza della diagnosi precoce.

Una patologia diagnosticata precocemente ci consente trattamenti sempre più conservativi che ci danno sempre maggiori possibilità di guarigione.

Sottoporsi a visite periodiche è l’unico modo per consentirci di far venir fuori attraverso un’attenta anamnesi i campanelli d’allarme che saranno poi in grado di farci richiedere gli accertamenti più adeguati per far diagnosi.»

Infertilità come riconoscerla?

«L’urologo dovrebbe sempre più rappresentare il medico dell’uomo dall’età adolescenziale, così come è il ginecologo per la donna. Anni fa con la visita di leva la maggior parte dei ragazzi veniva sottoposta a visita genitale per riconoscere deformità e patologie che oggi vengono diagnosticate in ritardo.»

Quale tra le patologie urologiche è più diffusa?

«Sicuramente oggi l’urologo è lo specialista che studia e cura le patologie più frequenti, l’ipertrofia prostatica, le infezioni urinarie, la calcolosi e tra le patologie oncologiche il carcinoma della prostata che è diventata la prima patologia oncologica per incidenza dell’adulto anziano. Nella nostra regione però c’è anche un’alta incidenza di carcinoma vescicale ed un’aumentata incidenza di carcinoma renale sia per l’abitudine al fumo di sigaretta, sia per l’inquinamento dell’ambiente.»

La specializzazione urologica ricopre un’ampia gamma di problematiche, l’Ospedale Fatebenefratelli a quali risponde?

«L’equipe urologica del Fatebenefratelli di Napoli è costituita da professionisti di ottimo livello e in grado di trattare tutte le patologie urologiche grazie anche allo strumentario completo ed innovativo di cui l’ospedale dispone.

Il nostro fiore all’occhiello è la laparoscopia, una tecnica mininvasiva per il trattamento del carcinoma renale, vescicale e prostatico oltre all’endoscopia per il trattamento della calcolosi, delle patologie vescicali e prostatiche.»

In cosa, secondo Lei, si denota la differenza tra l’Ospedale Fatebenefratelli e le altre aziende ospedaliere? 

«Certamente l’attenzione per il paziente, abbiamo imparato a curare l’uomo e non solo la sua malattia.»

Il XXI Secolo ringrazia sentitamente il Dottor Vittorio Imperatore per l’intervista rilasciata, porgendo ringraziamenti anche alla sua equipe per l’impeccabile attività svolta in maniera professionale nella completa consapevolezza delle proprie responsabilità. 

L’equipe del Dottor Imperatore è composta da:

  • Susy Luongo, caposala
  • Suor Camilla
  • Caruso Mariarosaria
  • Strati Rita
  • Sorrentino Gaetano 
  • Russo Raffaele
  • Morgione Paola
  • Di Meo Paolo
  • Giacobbe Irene 
  • Scoppa Antonio
  • Nappa Dario
  • Esposito Nicola
  • Gelardi Giuseppina
  • Grillo Mena

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