Napoli, blitz della guardia di finanza

Sempre maggiori sono gli episodi di contraffazione e sempre più intensa è l’attività di prevenzione e repressione di tale fenomeno che non solo danneggia il mercato e mina la sana concorrenza tra gli operatori del settore ma rappresenta una vera e propria minaccia per la salute dei consumatori.

Oltre 17mila sono le lampadine “led” sequestrate per frode in commercio dalla Guardia di Finanza di Napoli.  Le lampade, venivano vendute sprovviste del marchio “ce”,-marchio richiesto dalle normative nazionali e comunitarie-  e riportavano sul cartoncino di confezionamento un’unità di misura della potenza (watt) che non corrispondeva a quella reale, in quanto si discostava, in alcuni casi, anche del 60 per cento per difetto, risultando nettamente più bassa e traendo così in inganno il consumatore.

Tale truffa, non verificabile da parte degli acquirenti,  è stata testata e acclarata dai finanzieri tramite misurazioni di laboratorio avvenute attraverso l’utilizzo  di strumentazioni capaci di testare e monitorare gli effettivi consumi (volt, ampere, watt, consumo annuale e frequenza della corrente). Il titolare dell’attività è una cittadina di etnia cinese ed è stata denunciata all’autorità giudiziaria partenopea.

Contraffazione e pirateria sono diventati nel corso degli anni un problema crescente per la società civile e l’Istituto INDICAM (Istituto di Centromarca per la lotta alla contraffazione) ci aiuta ad individuare quattro motivi diversi:

– sono un’attività criminale in cui alti guadagni corrispondono a bassi rischi
– lo sviluppo della tecnologia informatica e digitale ha reso estremamente facile e poco costosa la riproduzione abusiva di marchi, forme   e, nel caso di supporti audiovisivi e multimediali, gli stessi contenuti
– la tendenza alla globalizzazione del commercio ha spalancato ai contraffattori nuovi mercati
– l’avvento del commercio elettronico, separando fisicamente il venditore dall’acquirente ha moltiplicato le possibilità di abusi

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