Napoli: bilancio di fine anno per la squadra azzurra

Nell'anno che stà per concludersi, i giocatori azzurri sono stati protagonisti di una galoppata che ha regalato, il titolo di campioni di inverno, che seppur effimero è però carico di significati e come dice il vecchio detto, chi ben incomincia è a metà dell'opera.

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Gli azzurri

 Il titolo di campioni di inverno, che seppur effimero è però carico di significati e come dice il vecchio detto, chi ben incomincia è  a metà  dell’opera. 

Analizziamo le prestazioni dei singoli.

Reina qualche tentennamento, dello scorso campionato e divenuto invece una costante, di quello attuale. La carta d’identità si fa sentire e complice un fisico “importante”, paga in termini di reattività, che sembra essere il tallone d’Achille  dello spagnolo. Sopperisce come può con l’esperienza, ma in questo calcio a volte non basta. Il suo ruolo sembra quello sul quale la società sta indirizzando maggiori sforzi in chiave futura. Nel complesso non una stagione brillantissima per il numero 1. Si auspicano tempi migliori.

Hysaj l’albanese, al suo primo anno con la casacca azzurra, avevano impressionato per il furore agonistico e la tenacia con la quale lottava su ogni palla, mordendo i polpacci degli avversari a cui non lasciava tregua, sfiancandoli. Ha però avuto con il passare del tempo una involuzione inspiegabile. Spesso perde il tempo dell’intervento, cincischiando con giocate complicate,  che lo espongono a rischi inutili. Dalla sua, il fatto di avere giocato, buona parte di questo campionato sull’aut di sinistra, che non gradisce. La generosità non gli difetta e la giovane età lascia ben sperare per il futuro. Si può fare di più.

Ghulam fino a quando ha giocato è  stato l’uomo in più del Napoli. Gli insegnamenti del Mister, lo hanno fatto diventare, a detta di tutti, il più forte laterale sinistro d’Italia e tra i primi in Europa. Le sue sgroppate, in combinazione con il suo compagno di fascia, hanno caratterizzato lo spumeggiante gioco, tanto ammirato del Napoli. In più ha trovato anche la via della rete.  Positivissimo.

Albiol per il centrale azzurro vale lo stesso discorso fatto per reina. Lo spagnolo,  regala  giocate eccellenti, ad errori incredibili per un calciatore della sua cifra tecnica. Un latente nervosismo, sembra accompagnare le uscite di Raul, che forse soffre una generale mancanza di fiducia attorno a sé. Mai come in questo caso l’esperienza, dovrà consentire di superare alcune defaillance e riportarlo ai livelli a cui ci ha abituati, nella sua lunghissima e gloriosa carriera. Lo attendiamo.

Koulibaly   il senegalese si è  definitivamente consacrato quale migliore difensore della serie A e senza alcuna partigianeria, uno dei migliori,  in assoluto in Europa.  Gli insegnamenti di Sarri lo hanno fatto crescere in maniera esponenziale che hanno corretto l’unico limita del giocatore, quelle cadute di concentrazione, che in qualche occasione avevano penalizzato le sue prestazioni. Limati questi peccati di gioventù. Madre natura lo ha dotato di un fisico esuberante, che abbinato a doti tecniche e velocità lo rendono insuperabile in difesa. È il primo ad impostare dalle retrovie, rendendolo quasi regista difensivo  in fase di possesso palla. Che altro aggiungere. Stupefacente!

Allan al suo terzo anno in azzurro sta disputando la sua migliore stagione. È  l’esempio di quanto lo spirito  di sacrificio e l’abnegazione dia i suoi frutti. Prima, solo centrocampista di quantità,  adesso tanta qualità a disposizione dei compagni, che fruiscono delle giocate del brasiliano, che ricorda tanto Carlos Dunga, addirittura in meglio. Con queste prestazioni non potrà non far parte della Selecao verdeoro ai prossimi mondiali. Eccellente.

Jorginho il metronomo del centrocsmpo. Curioso il destino dell’italobrasiliano, le sue giocate sono semplici e mai sfavillanti. Concreto fino alla “noia” i suoi passaggi creano trame e filo invisibile sui quali, i gli avversari si perdono. Come un ragno, tesse la sua tela, nella quale, senza accorgersene i nemici vanno ad imbrigliarsi, regalando tanto vantaggio ai compagni. Gioca facile il giovanotto e fa sempre la cosa giusta. Chi sa di calcio legge nel giocatore talento  e tanta generosità. Non difetta nel coraggio e quando occorre calciare un rigore non si tira mai indietro. Geometrico.

Hamsik  ” o capitano! Mio Capitano! Il nostro viaggio tremendo è terminato, la nave ha superato ogni ostacolo, l’ambìto premio è conquistato, vicino è il porto, odo le campane, tutto il popolo esulta“,  la celebre poesia di  Walt  Whitman, sembra scritta apposta per il nostro condottiero.  Cos’altro aggiungere per lo slovacco.  Inizio di stagione con tanta fatica e quel record da abbattere, che sembrava una montagna da scalare. Tante critiche,  tante sostituzioni, mai una polemica,  mai una protesta.  Sempre dritto per la sua strada. Una volta sbloccato, libero nella mente, ha segnato tre goal in serie consecutiva, ritornando anche agonisticamente nella sua forma migliore e sembra non avere alcuna voglia di fermarsi. I destini del Napoli sono indissolubilmente legati al suo capitano. O capitano….

Mertens il belga è  salito agli onori delle cronache a suon di goal. In tutto il bene del Napoli c’è del suo e tanto… chiude la precedente stagione, giocandosi fino all’ultimo, la classifica dei cannonieri. Nella stagione attuale parte fortissimo, realizzando capolavori balistici, che hanno fatto il giro del web. Il tutto condito dalla candidatura al pallone d’oro. Cosa importa se non segna da 8 gare, quando si ricicla assist man? Prima parte della stagione da realizzatore. Seconda da coordinatore dell’attacco partenopeo. Assolutamente positivo.

Callejon per quelli con qualche anno in piu, ricorda l’omino della pubblicità “lagostina” , che camminava instancabile su una linea, senza soluzione di continuità.  Sarri non rinuncia mai all’esterno spagnolo che proprio sulla linea dell’aut, corre senza soste, ripagandolo con prestazioni di  altissimo livello. Elemento di raccordo tra i reparti, generosissimo in campo, aiuta la difesa e si propone in attacco. Famosi i tagli in diagonale, nelle aree avversarie, che ne fanno una spina nel fianco e lo hanno reso protagonista di questo gruppo. Infaticabile

Napoli
Gli azzurri campioni

L’investitura di migliore calciatore italiano è  arrivata guarda caso quando è stato escluso nella gara più importante  della Nazionale da scelte assai discutibili.  Le sue doti tecniche si sono esaltate con il giusto grado di esperienza e maturità, che  hanno fatto del fantasista azzurro, il punto di riferimento della squadra. Il suo tiro a “palombella” gli ha fatto guadagnare il riconoscimento del suo marchio di fabbrica, “alla Insigne “. Tutti hanno ancora negli occhi, il fantastico goal al Santiago Bernabeu, contro il Real Madrid, che lo ha consegnato nell’olimpo dei grandi. Valori altissimi per l’attaccante azzurro, che è uno dei protagonisti assoluti, della splendida cavalcata azzurra. Fenomenale!

Milik sfortunatissimo, il bomber polacco, che reduce da un grave infortunio, ricade nuovamente sotto i ferri per un altrettanto grave danno al ginocchio. Se c’è qualcuno che può dire “ho già dato” questo è lui. Non possiamo quindi che augurare davvero un felice anno nuovo al giocatore e una veloce ripresa. Il Napoli ha bisogno di lui. Lo aspettiamo come il pane, anche per far rifiatare il compagno di reparto. Indistruttibile.

Zielinski talento da tutti riconosciuto come tra i più promettenti calciatori in circolazione è  di fatto uno dei titolari, a tutti gli effetti, e se lo merita.  Il suo ingresso dalla panchina, ha ragione di essere solo, al fine di non mutare equilibri interni ad una squadra collaudata. La bravura però sta proprio nella capacità di non alterare tali equilibri con la sua entrata in campo, ma addirittura di migliorare le performance del gruppo, consentendo di far rifiatare il compagno di turno. Autore di goal preziosissimi, che hanno sbloccato partite, difficoltose, ha nelle sue corde margini elevatissimi di miglioramento. Bravissimo.

Diawara altro incredibile talento che attende di sbocciare. Sarri ne centellina le presenze, inculcandogli insegnamenti preziosi. La fiducia del mister c’è tutta e la dimostrazione che crede in lui è arrivata proprio al Santiago Bernabeu, dove lo schierò titolare, facendo apprezzare le doti genuine e la classe cristallina. Predestinato.

Rog le iniziali del suo nome sono le stesse dell’aggettivo “rog-noso”. Cliente difficile in campo per chiunque. Ad ogni ingresso corrisponde una sua guerra personale e la voglia di spaccare il mondo. Il desiderio legittimo,  di volere  mostrare le sue doti, in alcune occasioni lo penalizzano. Il giallo è  il suo colore preferito. Mister Sarri che ne ha inquadrato le qualità,  lo sta accompagnando in un lento processo di crescita, che al termine consegnerà alla squadra un giocatore formidabile. Portento in crescita

Chiriches nelle occasioni in cui è  stato chiamato non ha mai demeritato. Meriterebbe di essere titolare e lo sarebbe in qualsiasi alta squadra di seria A, non a caso e tra i più richiesti. Nel Napoli è  penalizzato dalla presenza di  giocatori al momento davvero insostituibili, perché facenti parte di un meccanismo che ricorda la precisione degli antichi maestri orologiai svizzeri. Abile e Arruolato.

Maggio  sembrava non dovere confermare la sua presenza a Napoli,  invece è  rimasto e ha zittito tutti quando è  stato chiamano alle armi. Se si dicesse che si limita al suo dovere, gli faremmo un torto grande quanto una casa. Il suo impegno in campo e commovente. Professionista esemplare,  e uomo spogliatoio. Ha dato e sta continuando a fornire il suo contributo.  Se il Napoli e in vetta è  anche merito suo. Impagabile.

All. Sarri. Il Mister ha sta scrivendo pagine memorabili  della storia del Napoli. Se non lo boicotterranno potrà  ambire al nobel, che nel calcio si chiama scudetto. Uomo vero, senza peli sulla lingua. O piace o ti è  antipatico.  Olltranzista e testardo  fino all’autolesionismo, non ammette deroghe al suo credo calcistico. Prendere o lasciare . Così è  se vi pare. Al momento è l’unico uomo nuovo del calcio italiano. Quando per primo utilizzò i doni per filmare gli allenamenti, gli diedero del visionario.  Adesso  è  il metodo più  usato (copiato) da tutti e le sue tecniche sono studiate e ammirate all’unanimità dagli operatori del settore. Lasciamolo lavora ci sarà ancora da divertirsi!

Società calcio Napoli . Da applausi le scelte dell’intero staff azzurro. Il presidente, uomo lungimirante e fortunato (che ci vuole sempre),  checchè se ne dica, ha mantenuto tutte le sue promesse. È riuscito a coniugare, bilanci con  risultati sempre eccellenti in campo sportivo, portando il Napoli a primeggiare stabilmente nella zone nobili della classifica. L’equazione perfetta. Si diceva  mancasse un uomo forte, un direttore tecnico, capace .  Giuntoli ha messo tutti a tacere, con un lavoro da sottomarino,  ha portato a  Napoli i migliori, profili calcistici disponibili, vedendo quelli in esubero, ricavandone il massimo. Assente dalle vetrine delle trasmissioni sportive, antidivo per eccellenza,   si contano sulle dita di una  mano i suoi interventi.  Profilo basso e tanta legna.  Se i risultati sono questi Che altro si chiede?

Positivissimo quindi il bilancio sportivo nell’intero anno 2017. Se il trend rimarrà questo,  allora signori…. tutti in carrozza e auguri per un 2018 colorato d’ azzurro!

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