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martedì, 31 Gennaio 2023

A Napoli ancora violenza contro giovani

Nuova azione delle baby-gang napoletane alla villa comunale di Pomigliano d’Arco, dove ieri sera due ragazzi sono stati circondati e malmenati da un gruppo di minorenni che li hanno derubati.

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Nuova azione delle baby-gang napoletane alla villa comunale di Pomigliano d’Arco, dove ieri sera due studenti di quattordici e quindici anni sono stati circondati e malmenati da un gruppo di minorenni che li hanno derubati del telefonino. Le due vittime sono finite all’ospedale con contusioni al volto e all’addome, dopo essere stati medicati sono tornati a casa.

I carabinieri hanno raccolto le loro testimonianze e poco dopo hanno fermato un quattordicenne ancora in possesso della catena utilizzata per picchiare i malcapitati, ora si trova in un centro di prima accoglienza, mentre l’altro aggressore identificato, è un tredicenne. Sono in corso le indagini per identificare gli altri componenti della banda di minori.

Attività intensa anche per identificare gli aggressori di Gaetano, colpito con calci e pugni, venerdì sera davanti alla fermata metro di Chiaiano, da un branco di dieci minorenni, alcuni ascoltati già ieri. Il giovane è ancora in ospedale a Giugliano, dopo aver subito un delicato intervento d’asportazione della milza; il gruppo di aggressori era composto da almeno una dozzina di minorenni che lo ha circondato e colpito senza alcun motivo. Sono quattro, il più piccolo avrebbe dieci anni, per il momento i minori ascoltati dal sostituto procuratore del tribunale dei minori, come persone informate sui fatti per l’aggressione ai danni di Gaetano, il quindicenne pestato, insieme a due cugini, da un branco di giovanissimi, intorno alle 19.

La dinamica sembra essere chiara, Gaetano viene avvicinato da un gruppo di giovanissimi che lo prendono di mira, i cugini riescono a fuggire, mentre su di lui il branco si accanisce; lo circondano e lo colpiscono con calci e pugni, senza motivo.

Secondo il primo bollettino medico, diramato stamattina, le condizioni cliniche di Gaetano sono stazionarie, ma la prognosi è ancora riservata. Tra qualche giorno la vittima potrà raccontare agli inquirenti quanto è accaduto, dato che le sue condizioni cliniche ancora non glielo consentono.

Il questore di Napoli, Antonio De Iesu, ha sottolineato anche questa mattina che le indagini sono in una fase cruciale, ma al momento non ci sono né fermi, né denunce. Certamente sono in corso interrogatori da parte della procura dei minori di Napoli, titolari dell’inchiesta. Secondo le prime ricostruzioni, il gruppo di sarebbe composto da ragazzi dei quartieri di Piscinola e Marianella, alcuni potrebbero essere figli di pregiudicati della zona. Al momento nessuno aiuto è arrivato da eventuali testimoni che eppure dovevano esserci, dato che nell’orario in cui è avvenuta l’aggressione la zona è molto trafficata. In ogni caso le telecamere di videosorveglianza della stazione di Chiaiano hanno mostrato la presenza di un folto gruppo di ragazzini, mancano però le scene relative al pestaggio, avvenuto probabilmente in un’area non coperta dalla videosorveglianza, a breve degli sviluppi.

Forte e al tempo stesso pienamente razionale è l’accorato appello della Signora Stella, la madre di Gaetano, la quale affida il suo dolore ai microfoni della Tgr Campania. «Mio figlio ha dovuto subire l’asportazione della milza ma poteva capitargli anche qualcosa di peggio. Non è possibile che episodi del genere si ripetono con tanta frequenza», dice la donna riferendosi al caso di Arturo, il 17enne accoltellato a dicembre nel centro di Napoli. In seguito a questo gravissimo ed ennesimo fatto di cronaca e violenza inaudita e senza senso, la mamma di Gaetano lancia un appello: “chi ha visto qualcosa che può servire alla forze dell’ordine ci aiuti e sporga denuncia”, ha detto. E ha aggiunto: “Tutto questo deve finire

La situazione è piuttosto delicata, sono oramai numerose le vittime, tutte particolarmente giovani prese di mira da ragazzini che sembrano non rendersi conto dell’inaudita quanto ingiustificata violenza con la quale si accaniscono contro loro coetanei. La violenza si sta espandendo a dismisura, ed è  necessario fare qualcosa.  A tutto ciò si aggiunge il silenzio di chi vede ma spesso preferisce non parlare, probabilmente per timore di ripercussioni. Infatti anche il questore di Napoli de Iesu, sottolinea, chiamando in causa il contesto ambientale, l’assenza di collaborazione dei cittadini: “anche questa volta nessuno ci ha chiamato per raccontarci quanto successo”.

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