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lunedì, 6 Febbraio 2023

Napoli, ancora protagonista in negativo il “serpentone”

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Le informazioni circolano in continuazione, le notizie sono sempre dietro l’angolo. Molto spesso, però, sono di carattere negativo. È successo a Napoli, più dettagliatamente a Posillipo, un’auto è caduta, dopo essersi schiantata contro la ringhiera a bordo strada di via Petrarca. La recinzione di ferro è stata rotta dal veicolo nella curva, dove alcuni anni fa, circa nove nel 2011, morirono tre giovani che precipitarono allo stesso modo, all’altezza del civico 64.

29 anni: questa l’età del ragazzo che si trovava all’interno della chiesuola e che è stato portato d’urgenza in ospedale. Sul luogo dell’incidente, sono intervenuti i mezzi di soccorso del 118, la polizia municipale, la polizia di Stato. Le operazioni di soccorso sono state veramente complesse, anche perché l’auto si è scaraventata in modo rocambolesco in piazza San Luigi all’interno di un parco.

Con il supporto dei vigili del fuoco, il giovane è stato estratto dalla lamiere dell’automobile e poi portato all’ospedale Cardarelli di Napoli. Il 29enne, durante i soccorsi, era comunque cosciente, ora, invece, la sua vita è nelle mani dei medici. La vettura era una Peugeot 3008. La polizia sta indagando su quanto accaduto vagliando tutte le ipotesi.

Per quanto riguarda i precedenti, il più grave fu quello in cui morirono nel 2011 tre ragazzi: Gianmaria, Gianluca e Olly. I giovani oltrepassarono il bordo della strada involontariamente per l’alta velocità, nel cosiddetto “curvone” di via Petrarca, precipitando del vuoto e atterrando all’interno di uno dei palazzi di Piazza San Luigi.

Tre anni fa invece, nel 2017, una vettura con a bordo tre ragazzi tra i 22 e i 26 anni oltrepassò il parapetto e cadde nel vuoto da via Orazio al piazzale della chiesa di Sant’Antonio a Posillipo, Napoli. Fortunatamente, i giovani rimasero leggermente feriti, così come l’uomo che nel 2018, per evitare un frontale, uscì di strada ed atterrò, con la sua auto, precisamente una Panda, nel parco della Villa Doria d’Angri.

Purtroppo, in queste situazioni, non resta che affidarci agli individui con i camici bianchi, che salvano vite ogni attimo delle loro giornate, incarnando il ruolo di supereroi a tutti gli effetti, pur senza indossare un mantello. Ci si augura, inoltre, che in giro circolino soltanto notizie positive, nonostante gli aspetti negativi dell’esistenza.

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