Chissà se Giorgio Ascarelli, l’illuminato imprenditore tessile che fondò l’Associazione Calcio Napoli novant’anni fa, si aspettava che potesse crearsi un legame così forte tra la città e chi ne difende i colori.

Forse sì, probabilmente voleva creare un’identità in cui la città potesse effettivamente riconoscersi sportivamente, ma crediamo che mai si sarebbe aspettato un amore così vero e viscerale come quello che i napoletani hanno per il Calcio Napoli.

In Novant’anni di storia( E, credeteci, solo al pensiero ci viene la pelle d’oca dall’emozione), a Napoli calcisticamente si è visto di tutto: Grandi vittorie, pesanti sconfitte, i giocatori più forti ma anche soprattutto la forza di rinascere quando nel 2004 questa meraviglia sportiva poteva non esistere più.

Andando con ordine, il club fu fondato per essere una delle poche realtà del Sud Italia a giocarsela contro le potenze del Nord che già all’epoca si erano imposte. Gli anni prebellici e nell’immediato dopoguerra non furono molto esaltanti se non per alcuni terzi posti grazie alle prestazioni di giocatori illustri come Antonio Vojak(Ancor oggi massimo goleador partenopeo), Hasse Jeppson, Amedeo Amadei, ed Attila Sallustro, e non mancarono anche retrocessioni in Serie B.

Fu però proprio in Serie B che il Napoli compì un autentico miracolo sportivo tutt’oggi ineguagliato in Italia. Gli Azzurri infatti, nell’annata 1961-62 vinsero la Coppa Italia battendo in finale la SPAL di Ferrara per 2-1. In seguito a questo successo, il Napoli riuscì a tornare alla massima serie e nell’annata 1964-65(ancora in Serie B) cambiò la denominazione in quella attuale e cioè Società Sportiva Calcio Napoli. Da lì in poi la società inizierà ad imporsi come grande realtà italiana, sfiorando più volte la vittoria del campionato grazie alle gesta di campioni assoluti come Omar Sivori, Josè Altafini(il primo core ‘ngrato), Dino Zoff, e l’allenatore Bruno Pesaola, che sarà in grado di vincere tre trofei con la società partenopea.

Negli anni settanta giunse alla guida societaria del Napoli Corrado Ferlaino, e qui la storia del Napoli cambiò totalmente. Fu acquistato Giuseppe Savoldi, mister due miliardi, ed il Napoli visse ottime stagioni vincendo la Coppa Italia nel 1975-76 ed ottenendo un secondo posto e due terzi posti. Nella seconda metà di quel decennio non fu felicissimo, ma fu il preludio del clamoroso decennio che seguì.

Gli anni ottanta iniziarono con un ottimo terzo posto dopo la battaglia con Juventus e Roma, ed un quarto posto l’annata successiva. Fino al 1985 però il Napoli visse campionati da metà classifica, nonostante nel 1984 fu acquistato quello che ad oggi è ancora considerato il calciatore più influente della storia recente: Diego Armando Maradona, prelevato dalla turbolenta Barcellona. Dicevamo che nel 1985-1986 il Napoli cambiò rotta, conquistando un grande terzo posto in un’annata che vide gli azzurri battere la Juventus dopo anni ed anni di sofferenze, ma anche Inter e Milan, i rossoneri sconfitti addirittura a San Siro per 2-1. La stagione seguente però, cambiò per sempre il destino dei napoletani. La stagione nacque sotto la stella della Juventus, che però arrivata allo scontro diretto a pari punti a Torino contro il Napoli, perse clamorosamente per 1-3 ed il campionato cominciò a pendere verso Sud. Infatti i partenopei non persero mai più la testa della classifica e si regalarono il bellissimo primo Scudetto della storia, uno Scudetto che fece scendere in strada oltre un milione di persone, ci furono festeggiamenti in tutto il Mondo, mai prima d’ora si era assistito ad una manifestazione di gioia tale calcisticamente in Italia. A Napoli arrivò in quell’anno anche la Coppa Italia. L’anno successivo sfiorò ancora lo Scudetto, che però andò clamorosamente al Milan di Berlusconi. Seguì poi il secondo posto anche nella stagione successiva che però vide il Napoli trionfare nella prima grande competizione europea, la Coppa UEFA vinta in finale contro lo Stoccarda. Questa vittoria fu il preludio del secondo Scudetto, che vide gli uomini di Maradona prevalere sul Milan di soli due punti.

Da lì in poi il Napoli riuscì a vincere solo una Supercoppa Italiana. Alti e bassi prima del 1997-1998 portarono gli azzurri a campionati anonimi. L’annata del 1997-1998 però fu l’inizio della fine. Il Napoli fece la sua peggiore stagione, con soli 14 punti in campionato e retrocesse in Serie B dopo ben 33 anni di massima serie. Ben poche gioie fino al 2004 per il Napoli che visse cambi di gestione ed una sola promozione, fin quando non cessò di esistere il 30 luglio appunto del 2004. Nello sconforto più totale emerse Aurelio De Laurentiis, che fondò il Napoli Soccer il 6 settembre 2004 ripartendo dall’allora Serie C1 e cominciando la scalata ai vertici del calcio italiano praticamente da zero. Nel 2006 si tornò ad essere Società Sportiva Calcio Napoli e furono recuperati anche tutti i titoli vinti. Da lì il nuovo Napoli cominciò una rincorsa irrefrenabile che lo fece tornare in Serie A in soli tre anni ma soprattutto in Europa, dove visse l’esperienza Intertoto e Coppa UEFA già nella prima stagione. Non mancano giocatori che hanno riportato in auge il Napoli con le loro gesta e citiamo Hamsik, Lavezzi, Quagliarella, Cavani, Paolo Cannavaro, Lorenzo Insigne, Callejòn, Higuain, oltre che Grava, Aronica, Iezzo, Calaiò e Reina, che hanno sposato la maglia azzurra con amore. In questi anni sono tornati anche i titoli, infatti i partenopei hanno vinto due Coppe Italia ed una Supercoppa Italiana. Hanno affrontato la Champions League due volte e sono arrivati in semifinale in Europa League fermati solo dal Dnipro, grazie ai tecnici Edy Reja, Roberto Donadoni, Walter Mazzarri, Rafa Benitez e Maurizio Sarri il Napoli è tornato a giocarsi lo Scudetto in più occasioni.

Arriviamo alla novantesima stagione dove gli Azzurri proveranno a contrastare lo strapotere bianconero anche quest’anno. Il nostro augurio è di vedere altri 90 anni di emozioni, altri 90 anni d’amore, perché di Napoli ce n’è uno solo ed è qualcosa di magico.

Buon Compleanno, Amore di una Vita!

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