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domenica, 29 Gennaio 2023

Nano navette, terapia all’avanguardia contro il cancro

E' italiana la nuova scoperta che potrebbe essere di qui a poco considerata la svolta nella lotta al cancro.

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E’ italiana la nuova scoperta che potrebbe essere di qui a poco considerata la svolta nella lotta al cancro. L’idea nasce a partire dall’esigenza di migliorare la prognosi e curare un tumore particolarmente invasivo del cervello: il glioblastoma multiforme per il quale, ad oggi, l’unica terapia era rappresentata dalla chemioterapia e dalla terapia chirurgica, con scarsi risultati. Tuttavia è in programma anche un utilizzo di questo vero e proprio prodigio della ricerca nella cura del cancro al seno.

Sotto l’attenta guida di Paolo Decuzzi, direttore del laboratorio di Nanomedicina di precisione dell’ Istituto Tecnologico Italiano di Genova, un team multidisciplinare si è prodigato nel progettare, grazie al finanziamento del Consiglio Europeo della Ricerca, delle nano navette in grado di attaccare il tumore in modo selettivo.

La genialità di tale lavoro sta proprio in questo: avere la possibilità di salvaguardare i tessuti sani andando ad attaccare solo ed esclusivamente le cellule tumorali darebbe non solo un eccezionale riscontro clinico, ma permetterebbe anche agli stessi ammalati di cancro di non patire le atroci sofferenze odierne dal punto di vista psicosomatico.

Fino ad oggi, infatti, la terapia oncologica si è basata perlopiù sulla chemioterapia e la radioterapia. Grazie a questa invenzione, invece, sarà possibile affiancare alla comune terapia farmacologica queste particelle intelligenti che potrebbero, una volta conclusasi la fase sperimentale, affiancarsi all’immunoterapia: le cellule sane non verrebbero danneggiate e verrebbero inoltre protette ulteriormente per il rinforzo del sistema immunitario.

La particolarità delle nano navette è quella di avere una superficie soffice il che la rende invisibile al sistema immunitario che le riconosce come “self” e non organizza alcuna risposta immunitaria caratterizzata dall’attività di cellule specializzate: i macrofagi.

Inoltre, le nano navette hanno la facoltà di fungere da “Cavallo di Troia” cambiando, al momento opportuno, conformazione rendendo il guscio della particelle leggermente più ruvido: questo aiuterebbe a trasportare i farmaci dell’immunoterapia direttamente nei macrofagi, potenziandoli contro agenti “non-self”.

Insomma, si può certamente ben sperare per la buona riuscita di questa operazione, che se avrà riscontro, diverrebbe storica. I pazienti oncologici e i loro familiari aspettano con ansia che il miracolo avvenga.

 

 

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