24.3 C
Napoli
venerdì, 27 Maggio 2022

Mutilazioni “estetiche”

Da non perdere

Claudio Melluso
Collaboratore XXI Secolo. Medico Veterinario specialista in patologia aviare e del coniglio (Napoli).

Diverse razze canine subiscono purtroppo ancora oggi il taglio di coda ed orecchie per fini estetici, nonostante queste ed altre mutilazioni in molti paesi non siano più consentite dalla legge.

L’articolo 10 della Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia, ratificata in Italia con la legge 201/2010, prescrive il divieto di praticare interventi chirurgici a scopi non curativi agli animali (tra i quali l’asportazione delle unghie, delle corde vocali e l’amputazione delle orecchie e della coda) e prevede sanzioni penali ed amministrative per i trasgressori.

XXIsecolo_DobermannMutilato
Cucciolo di Dobermann sottoposto di recente a conchectomia

Un tempo tali pratiche avevano fini correlati al tipo di lavoro cui la razza selezionata era destinata. I cani da guardia, ad esempio, subivano gli interventi di cui sopra per limitare la possibilità che l’aggressore (uomo o animale) potesse avere punti di presa, per l’appunto coda ed orecchie, che consentissero una facile immobilizzazione del cane; trazionando queste regioni anatomiche, infatti, si procura molto dolore. Un cane da caccia privato della coda, invece, aveva minori possibilità di rimanere incastrato nella fitta vegetazione con il rischio di procurarsi ferite o gravi lacerazioni.

XXIsecolo_NoConchectomizzati
Comunicato che prescrive il divieto di accesso in mostra ai cani sottoposti a conchectomia a scopo non curativo

Se ancora oggi è possibile incontrare animali che abbiano subito tali interventi chirurgici è perché, a meno di effettiva necessità terapeutica o di veri e propri abusi di professione da parte di laici, vi sono medici veterinari che redigono false certificazioni relative allo scopo curativo degli interventi che effettuano. In tali documenti, che costituiscono un illecito perseguibile penalmente, vi è un fiorire di dichiarazioni che riferiscono di ferite alla coda o di curiose lesioni bilaterali di parte dei padiglioni auricolari che rendono dunque necessaria l’amputazione. Coincidenza vuole che tutti questi eventi si verifichino in soggetti appartenenti a razze storicamente mutilate (il Dobermann, ad esempio). La ragione di tutto ciò è che purtroppo questi canoni estetici risultano ancora molto apprezzati da proprietari o allevatori di scadente levatura etica e da giudici di gara che alle esposizioni tendono addirittura a penalizzare i soggetti integri.

Si ricorda, infine, che la posizione ed il movimento di coda ed orecchie rappresentano importanti strumenti di comunicazione del cane che, in assenza di questi, può andare incontro a problemi relazionali con l’uomo ed i conspecifici che non hanno la possibilità di comprendere pienamente la sua condizione emotiva.

image_pdfimage_print

Ultimi articoli