Musica, spuntano dubbi sulla morte di James Brown

Il padrino del soul non smette ancora di parlare. Alcune dichiarazione del medico personale di Sex Machine comunicate dalla Cnn metterebbero in dubbio l'ipotesi di morte per infarto, come si crede avvenuta nel 2006, all'età di 73 anni.

James Brown, figura leggendaria della black music americana, con 123 album e approccio pioneristico in numerosi generi come il funk, è considerato un astro immortale delle note al pari di Michael Jackson e Barry White, è scomparsa all’età di 73 anni il giorno di Natale del 2006.

Brown era infatti ricoverato Emory Crawford Long Hospitaper per delle complicazioni dovute ad un tumore alla prostata, ma le cause della sua scomparsa furono altre.

Da circa due anni però si sono riaperte le indagini sulle cause della morte dell’artista, denominato il padrino del soul.

A comunicarlo è stata la Cnn, la quale a seguito di 140 persone intervistato ha intrapreso i lavori per dei reportage ‘The Circus Singer and the Godfather of Soul‘, serie che il network adotterà per illustrare al pubblico le novità e le ipotesi derivanti dall’interviste all’allora medico personale di James Brown, Marvin Crawford.

Secondo quanto dichiarato dal dottor Crawford le condizioni cliniche del paziente in primis mutarono in modo rapido e ciononostante non avrebbero previsto l’incombere di un infarto.

All’interno del reportage della Cnn, 13 persone, tra cui il manager, l’ex medico personale e numerosi familiari fanno infatti esplicita richiesta di riesame alla salma di Brown.

Al di là dell’indagine forense e dell’autopsia svolta in ospedale, dopo 12 anni permangono molti chiaroscuri sulle vicende accadute nella camera del cantante durante le ore notturne del 25 dicembre del 2006.

 

Print Friendly

LASCIA UN COMMENTO