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venerdì, 9 Dicembre 2022

Muore Ruth Ginsburg, giudice della Corte Suprema degli USA

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Ruth Bader Ginsburg, giudice della Corte Suprema degli Stati Uniti, si è spenta all’età di 87 anni.

Simbolo dei liberali, si è sempre schierata al fianco delle donne, impegnandosi per garantirne i diritti. La scomparsa è avvenuta a causa di un tumore metastatico al pancreas.

Nata il 15 marzo del 1933 a Brooklyn, New York, da genitori immigrati dalla Russia; Ruth si confronta con la prematura scomparsa della sorella maggiore, morta di meningite. Sin dai primi anni delle superiori si dimostra una studentessa brillante, conclude gli studi alla James Madison High School a pieni voti e nel 1954 si laurea in diritto alla Cornell University.

Nominata da Bill Clinton nel 1993, è stata la seconda donna ad ottenere la carica di Giudice della Corte Suprema. La sua nomina fu approvata con 96 voti a favore su 100, un risultato senza precedenti.

La sua scomparsa offre l’opportunità al presidente Donald Trump di consolidare la maggioranza conservatrice alla Corte Suprema americana; infatti ha già nominato Neil Gorsuch e Bret Kavanaugh. I democratici vorrebbero che il suo successore fosse scelto dal vincitore delle prossime elezioni presidenziali, la stessa Ginsburg in passato ha dichiarato: “ho il fervente desiderio di non venire sostituita fino a quando non si sarà insediato il nuovo presidente”.

Il presidente Donald Trump ha reso noto che non intende aspettare, in un post su Twitter ha dichiarato: “Siamo stati messi in questa posizione di potere per assumere decisioni per coloro che ci hanno eletto, e fra le decisioni più importanti da prendere c’è la scelta dei giudici per la Corte Suprema: abbiamo l’obbligo di farlo senza ritardi”.

Attualmente nella Corte Suprema ci sono 8 giudici, 5 conservatori e 3 progressisti. Se i Repubblicani eleggessero un altro giudice conservatore, lo squilibrio sarebbe ancora più evidente.

Le reazioni alla morte di Ruth Bader Ginsburg negli Stati Uniti

La dipartita di Ruth Bader Ginsburg ha causato diverse reazioni negli Stati Uniti. Tra le tante si distingue quella della comunità LGBT; infatti la Ginsburg ha preso parte alla storica sentenza della Corte Suprema, la quale stabilisce che negli Stati Uniti nessuno può essere licenziato per essere gay o transgender.

A Washington si sono tenute numerose manifestazioni in memoria dell’ex Giudice; centinaia di persone si sono recate davanti alla Corte Suprema, sventolando la bandiera americana. Lo stesso Donald Trump ha espresso un pensiero per la Ginsburg, valorizzandone il lavoro svolto e l’incredibile contributo dato agli Stati Uniti.

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