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domenica, 20 Giugno 2021

Muore il padre dell’unità d’Italia: Camillo Benso, conte di Cavour

Muore uno dei personaggi più importanti nella storia della politica italiana, tuttavia le cause della sua morte aleggiano nel mistero, qualcuno voleva morto il ministro?

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Il 6 giugno del 1861 muore il padre dell‘unità d’Italia, una delle personalità più importanti del panorama politico italiano : Camillo Benso, conte di Cavour.

Chiamato anche semplicemente Cavour, è stato un importante personaggio storico: fu ministro del Regno di Sardegna dal 1850 al 1852, presidente del consiglio dei ministri dal 1852 al 1861 circa; nello stesso 1861 divenne il primo presidente del Consiglio dei ministri del neonato Regno d’Italia. 

Protagonista indiscusso del Risorgimento: sosteneva le idee progressive in campo civile ed economico, fermo sostenitore dell’anticlericalismo; dei movimenti nazionali dell’espansionismo del Regno di Sardegna ai danni dell’Austria.

Cavour fu anche promotore del libero scambio (sistema di commercio internazionale nel quale le merci e i servizi potessero circolare attraverso i confini nazionali senza barriere doganali), fervente sostenitore in campo industriale (in particolare quello ferroviario); promotore della cooperazione fra pubblico e privato.

In politica estera seppe coltivare l’alleanza con la Francia, grazie al quale ottenne l’espansione territoriale del Regno di Sardegna in Lombardia, a seguito della seconda guerra di indipendenza. Durante tutto il suo operato riuscì anche a gestire gli eventi politici in contrasto, e ad arrivare poi alla formazione del Regno d’Italia.

Eppure questo grande personaggio della storia italiana trovò la morte in un clima di indifferenza, cosa alquanto incredibile considerato il suo ruolo politico; ancora oggi la sua morte desta interrogativi. 

La morte di Cavour 

Cavour esalò il suo ultimo respiro la mattina del 6 giugno 1861, è risaputo che il ministro morì improvvisamente ma dietro la sua morte si celano azioni che peccano di incuria:

si dice che abbia sofferto per almeno una settimana, che malgrado la chiamata di dottori riconosciuti in campo medico all’epoca, nessuno si affrettò a prestare servizio; l’ultimo giorno, poche ore prima che Cavour morisse, un dottore lo visitò e l’unica cosa che prescrisse fu del buon vino e salassi fatti però con troppa noncuranza.

Cavour è morto per troppi salassi? All’epoca i salassi erano una pratica  molto in uso e utilizzati con troppa negligenza, lo stesso Ambasciatore inglese Henry d’Ideville si interrogò – nei suoi rapporti riservati alla Madre Patria – sul fatto che nonostante l’importanza del personaggio, nessuno aveva stilato una diagnosi precisa né una relazione medico-legale sulla causa della morte.

Ben presto ci furono altri dubbi e sospettati: a sollevare qualche dubbio fu però un quotidiano di tutto rispetto, “L’Opinione”, all’epoca importante giornale di Torino che, nell’edizione listata a lutto del 7 giugno 1861 (il giorno dopo la morte), scrisse: “Una malattia misteriosa, che non è stata definita … come non pensare che nel popolo … si facesse strada il dubbio che la morte non fosse stata naturale?”, però il giornalista fu anche più pungente nell’aggiungere  “… quando poi si sapeva che nella vita di Cavour aveva preso un posto notevole una donna che non era proprio uno stinco di santo ; si trattava di una donna, Bianca Ronzani, e con lei prese corpo anche l’ipotesi di un avvelenamento.

Bianca era una giovane e avvenente ballerina sposata con Domenico Ronzani, impresario del Teatro Regio di Torino, e quella stessa sera, poco prima che il Cavour si ammalasse (era il 29 maggio) lo stesso andò a farle visita e rincasando poi, la notte dovette alzarsi per i troppi spasmi gastrici e conati di vomito.

Da quella sera stessa le condizioni del ministro Cavour peggiorarono sempre di più, fino alla morte il 6 giugno 1861. 

Ciò che desta ancora oggi dubbi è che, malgrado diverse ipotesi e sospettati, non si fece nulla per scoprire le dinamiche di una morte cosi improvvisa, di un personaggio così importante per l’Italia. 

Purtroppo non sapremo mai come siano andate davvero le cose!

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