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lunedì, 6 Febbraio 2023

Muore Gerald Cotten, in fumo il suo patrimonio

Gerald Cotten, baby-magnate di criptovalute e fondatore dell’exchange Quadriga CX, è venuto a mancare nel mese di dicembre in India. In fumo 120 milioni in criptovalute perché nessuno conosce la password. Cotten era infatti l'unico depositario delle chiavi d’accesso al patrimonio in moneta virtuale.

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Emanuele Marino
Giornalista pubblicista, nonché studente universitario iscritto alla facoltà di Lettere Moderne presso l'Università degli studi di Napoli Federico II

Centoventi milioni di euro sono svaniti nel nulla, persi nel digitale, scomparsi insieme al loro proprietario, Gerald Cotten. Ciò è avvenuto perché nessuno, oltre lo stesso Cotten, conosce la password per accedervi.

L’uomo, la cui dipartita è avvenuta a dicembre all’età di soli 30 anni, era il fondatore di Quadriga CX, exchange di criptovalute, una sorta di istituto virtuale difficile da categorizzare, a metà tra una banca e un ufficio di cambio, attraverso il quale gli utenti potevano acquistare monete virtuali, scambiarle e riconvertirle in dollari statunitensi, euro, dollari canadesi.

La sicurezza del sistema è comprovata proprio dal fatto, tragicomico, che oltre al proprietario e fondatore, nessun’altro ha modo di accedere al sistema per recuperare il patrimonio dello stesso Cotten.

Il denaro depositato presso l’exchange è tanto, diviso tra Bitcoin, Bitcoin Cash, Bitcoin SV, Bitcoin Gold, Litecoin ed Ethereum.

Quadriga CX deve infatti restituire ai propri 115mila utenti un totale di 166 milioni di euro, di cui circa 46 milioni risultano essere in moneta reale, e quindi facilmente recuperabili, mentre i restanti 120 milioni di euro sono virtuali.

La vedova di Cotten, Jennifer Robertson, spiega che parte di quel denaro virtuale si trova ancorato al computer del defunto marito, me che non si conosce la cifra precisa del denaro attualmente inaccessibile.

Il tesoro, molto probabilmente, resterà tale, perché da buon esperto di informatica, Cotten ha protetto il Pc con crittografie avanzate, memorizzando la password senza segnarla in nessun luogo fisico.

La donna ha altresì affermato di non essere mai stata coinvolta negli affari di Cotten, senza sapere alcunché di codici cifrati e password.

Vani anche i tentativi dell’esperto di sicurezza Chris McBryan il quale è stato in grado solo di recuperare alcuni dati dai telefoni del ragazzo e da altri suoi computer, ma il suo Pc principale rimane barricato, delineando l’impossibilità del trasferimento del denaro.

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