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mercoledì, 5 Ottobre 2022

Muore a soli 45 anni dopo due morsi di un ragno violino: intero paese in lutto

Una terribile tragedia si è consumata a Gabicce. Cristina Calzoni si è accasciata al suolo, davanti allo sguardo impotente del marito.

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Una terribile tragedia si è verificata a Gabicce, vicino Pesaro. Cristina Calzoni, una donna conosciuta nella zona, è morta improvvisamente. Lo scorso settembre è stata morsa alla schiena dal “ragno violino”.

Sembrava che non ci fosse nulla di preoccupante, un po’ di rossore e del prurito, ma poi è accaduto l’irreparabile. Cristina non ce l’ha fatta, ha accusato un malore e poi si è accasciata al suolo, davanti agli occhi del marito Gilberto De Chierico, che, incredulo, non ha potuto fare nulla per soccorrerla. L’uomo le ha praticato un massaggio cardiaco che, però, non ha sortito alcun effetto.

Subito dopo l’uomo ha allertato il 118, che è giunto all’abitazione della donna. Qui, hanno trovato il corpo di Cristina, privo di vita. Sul tavolo di fianco a lei, c’erano alcuni medicinali, prevalentemente antidolorifici.

Davanti ad una scena tanto devastante, i sanitari del 118 hanno chiamato i carabinieri, per verificare l’accaduto. Per quanto riguarda le cause, la situazione sembrerebbe chiara: la morte è sopraggiunta per cause naturali, ma bisogna accertare se è stata causata da un sovradosaggio di farmaci; prescritti con ricetta medica, proprio perché molto pericolosi.

Muore per due morsi di ragno violino: la storia di Cristina Calzoni

Il compagno avrebbe raccontato agli inquirenti, ma anche agli amici della coppia, che cercavano di capire la dinamica dei fatti, del doppio morso del “ragno violino”. Il primo si sarebbe verificato nel mese di settembre, in un gattile sul San Bartolo dove Cristina Calzoni faceva volontariato. Infatti si recava sul posto per dare da mangiare a gatti randagi.

In quel caso, avrebbe notato di esser stata punta da un ragno violino, che può diventare pericoloso. Sul momento non sembrava preoccupata. Gli unici segnali dei fastidi alla schiena, che le pomate hanno sedato.

Sfortunatamente, Cristina è tornata ancora in quel gattile, stavolta nel mese di novembre, ed ricevuto un’altra puntura, questa volta alla schiena, mentre stava dando da mangiare ad alcuni gatti.

Lo ha notato subito, ma ha pensato che sarebbe bastata qualche pomata per risolvere il problema. Le cose però, sono andate in modo molto diverso.

Il dolore alla schiena si è fatto sempre più insistente, tanto da convincere la donna a rivolgersi a un centro antiveleni di Bologna e al suo medico curante per le prescrizioni di terapie antidolore con dosaggi maggiori seppur considerati tollerabili.

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