Live action di Mulan 2020: uscita, cast, trama e polemiche Finalmente Disney sta per lanciare il live action di Mulan 2020: non mancano, ancora una volta, le polemiche dopo il lancio in streaming sulla piattaforma Disney+

Il live action 2020 di Mulan, film ispirato alla leggenda di Hua Mulan e prodotto da Walt Disney nel 1998, doveva arrivare nelle sale cinematografiche il 26 Marzo 2020. Ciò, però, non è accaduto: l’emergenza Corona virus ha spinto la Disney a riconsiderare la data d’uscita. Prima rimandato al 24 Luglio, poi al 21 Agosto, il live action di Mulan verrà distribuito in esclusiva sulla piattaforma Disney+ anche in Italia. Come suggerisce il trailer, il film sarà disponibile al costo aggiuntivo di 21,99 euro sulla piattaforma Disney+ dal 4 settembre 2020.

Questa decisione da parte dei produttori ha scatenato alcune polemiche. Le prime riguardanti il costo aggiuntivo, non proprio irrisorio, per gli abbonati alla piattaforma. Il prezzo non ha entusiasmato gli abbonati, ma c’è una novità a rendere la situazione ancora più complessa. A partire da dicembre, infatti, il film verrà distribuito gratuitamente sulla piattaforma Disney+.

Inoltre, in un momento così difficile per il cinema, messo alla prova dalla pandemia globale, è stata particolarmente discussa la scelta di rilasciare il film in streaming. Il cinema ha dovuto rincorrere, nel corso di quest’anno, una digitalizzazione piuttosto forzata. Disney, in questo senso, è in piena sperimentazione. Sorprende la scelta di una distribuzione ibrida: il live action di Mulan 2020 verrà infatti distribuito dal 4 settembre, in alcuni paesi, anche nelle sale cinematografiche. Il 10 settembre sarà trasmesso al cinema in Russia, il 17 in Corea del Sud e l’11 in Cina.

Riuscirà ad essere un successo nonostante le polemiche? Ricordiamo, infatti, che non è la prima volta che la produzione del live action di Mulan si ritrova nell’occhio del ciclone.

Le numerose controversie che avvolgono il live action di Mulan 2020

Già nel 2019, la protagonista del film, Liu Yfei, scatenò l’indignazione con le sue dichiarazioni sulle rivolte di Hong Kong. Le proteste, nate per rivendicare diritti civili e democrazia, furono sedate nel sangue dalle forze dell’ordine di Pechino. Nel corso di un intervista, l’attrice americana di origini cinesi commentò con parole dure l’accaduto: “Io sto con la polizia di Hong Kong. Ora potete picchiare anche me. Che disgrazia per Hong Kong!”. Le parole dell’attrice non sono affatto passate inosservate. Soprattutto in Thailandia, Taiwan e, chiaramente, ad Hong Kong ha spopolato l’hashtag ‘BoycottMulan’ come forma di protesta contro le dichiarazioni di Liu Yfei.

E non è affatto l’unica polemica scatenata prima del lancio del film d’animazione. Più di tre anni fa, nel 2017, sul sito Angry Asian Man venne diffusa la notizia per la quale uno dei personaggi principali del film sarebbe stato di etnia caucasica. Questo accese la discussione intorno al whitewashing, la tendenza dell’industria cinematografica ad assegnare ruoli di diversa etnia ad attori caucasici. Arrivò presto la smentita sul cast da parte di una fonte vicina a Vanity Fair: sia Mulan che gli altri personaggi principali non sarebbero stati ‘whitewashed’.

Risale, invece, a pochi giorni fa l’ultima controversia. Dopo il lancio del film sulla piattaforma, alcuni addetti ai lavori hanno notato, nei titoli di coda, ringraziamenti ad enti governativi cinesi della provincia di Xinjiang. La cosa non è passata affatto inosservata data la triste fama di questa provincia. Nell’area nord-occidentale del paese vive, infatti, la popolazione di fede musulmana degli Uiguri, vittima di continui soprusi da parte delle forze governative. Il governo cinese non ha mai permesso di fare chiarezza sugli abusi subiti dagli Uiguri, anche se nel corso degli ultimi dieci anni sono state diffuse denunce di campi di prigionia, sterilizzazioni e condanne ai lavori forzati. 

Oltre le polemiche: la trama e le differenze con il film del 1998

Il grande classico Disney del 1998 ci racconta la storia di Hua Mulan, una giovane ragazza che, travestita da uomo, parte per la guerra contro un’armata Unna. Non volendo far tornare il padre, invalido di guerra sul campo di battaglia, decide di prendere il suo posto e sacrificarsi per amore della famiglia. Dopo una serie di peripezie in cui sarà affiancata dal suo fedele consigliere, un draghetto parlante di nome Mushu, Mulan dimostrerà il suo coraggio salvando la vita dell’imperatore e ricevendo da lui un ringraziamento ufficiale.

Il live action di Mulan 2020 ha un’atmosfera completamente diversa. Spariscono molti personaggi decisamente apprezzati dal pubblico: Mushu non accompagna più Mulan ed è sostituito da una fenice. Il grillo portafortuna e la nonna, anch’essi spariti. Tutti i personaggi scanzonati del film del 1998 sono stati abbandonati per dare al film un taglio più serio ed eroico. I momenti ironici e che permettono alla tensione del live action di Mulan di calare, sono affidati al rapporto tra la protagonista e i soldati.

Anche l’interesse romantico di Mulan cambia: non più l’atletico e generoso superiore ma un soldato suo pari meno abile di lei a combattere. A differenza della goffa Mulan del 1998, infatti, nel live action 2020 la protagonista è eccezionale in battaglia fin dal primo momento.

Ultima modifica che potrebbe essere criticata dai fan del film del 1998, l’abbandono delle canzoni, in linea con la scelta di produrre un film meno infantile e più eroico. L’unica canzone che resta è ‘Reflection’, cantata dalla protagonista Liu Yfei durante i titoli di coda.

 La strega Xian Lang: una villain in cui Mulan si rispecchia

La regista del live action di Mulan 2020, Niki Caro, ha fatto una scelta piuttosto interessante. Ha deciso di introdurre nel live action di Mulan la strega Xian Lang, praticamente assente nel film del 1998. Interpretata dall’attrice Li Gong, la strega assume spesso la forma del rapace ed è la principale antagonista di Mulan.

La dinamica tra i due personaggi, però, è più complessa di quanto non possa sembrare. Non a caso, Mulan, nel live action, è accompagnata da una fenice, un rapace che fa da contraltare alla strega-rapace Xian Lang. La fenice è una presenza magica, non dotata di parola, che ispira Mulan nei momenti difficili. Lontanissima dalla figura del drago parlante Mushu, è una rappresentazione degli antenati della sua famiglia, in particolare di una statua del padre danneggiata dalla protagonista.

La vicinanza delle due protagoniste femminili ad un rapace sembrerebbe essere un indizio della loro dinamica. Entrambe donne in un mondo di uomini, hanno scelto strade diverse eppure sembrano vicine. Entrambe sono dotate di un ‘chi prodigioso’ ma hanno scelto di impiegare la loro forza in schieramenti opposti. Mulan può rispecchiarsi nella sua nemesi come se guardasse ad una versione alternativa di se stessa. Una versione di sé cresciuta in un altro tempo e che per questo ha fatto scelte diverse.

 

 

 

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Mi sono laureata in filosofia e sto per terminare il percorso magistrale, inoltre studio canto da molti anni. Scrivo per confrontarmi col mondo senza ipocrisie e per riflettere sul rapporto irriducibile che ci lega ad esso.

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