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domenica, 14 Agosto 2022

Mose: 35 clamorosi arresti per tangenti

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Deborah Santorohttps://www.21secolo.news
Laureanda in Archeologia e Storia delle Arti presso l’Università Federico II di Napoli, ama riportare alla luce la storia dei luoghi del passato, senza tralasciare miti e leggende, considerate parte importantissima della cultura popolare. Amante delle arti culinarie, si diletta ai fornelli. Crede nel giornalismo al servizio della verità e ad essa si presta.

Il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni è stato tratto in arresto con l’accusa di corruzione, concussione e riciclaggio, a seguito delle indagini svolte dalla Procura di Venezia sull’ex amministratore delegato della Mantovani Giorgio Baita e gli appalti per il Mose. Con lui sono state arrestate a vario titolo 35 persone complessivamente, tra cui l’assessore regionale alle Infrastrutture Renato Chisso, mentre un altro centinaio di persone risulterebbero essere ora indagate. Nell’ambito dell’inchiesta la Procura della Repubblica ha chiesto l’arresto dell’ex Governatore veneto e Ministro, oggi senatore, Giancarlo Galan. Per poter procedere, però, occorre il placet dell’apposita Commissione di Palazzo Madama.

Il progetto del Mose (Modulo Sperimentale Elettromeccanico – ndr) viene concepito in seguito all’alluvione del 1966 durante la quale Venezia e altri centri lagunari furono sommersi da una marea alta quasi due metri. Tuttavia, è solo nel 1984 che iniziano a delinearsi le prime idee concrete e, nel tentativo di velocizzare le operazioni di progettazione e costruzione dell’opera, l’intero progetto viene affidato con legge speciale al Consorzio Venezia Nuova quale concessionario unico. La totale assenza di concorrenza ha fatto sì che i costi del progetto lievitassero costantemente passando dagli 1,8 milioni stimati nel 2001 agli attuali 5,5 milioni di euro. L’opera consta di 78 paratoie mobili atte a difendere la laguna dall’acqua alta e a evitare che Venezia sia nuovamente sommersa dal mare.

Alle prime ore dell’alba i finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria delle Fiamme Gialle di Venezia hanno eseguito le ordinanze di custodia cautelare emesse dal Gip Alberto Scaramuzza su richiesta dei Pubblici Ministeri Paola Tonini, Stefano Ancillotto e Stefano Buccini. Le indagini svolte dalla Procura di Venezia e durate circa tre anni hanno portato alla luce un vero e proprio sistema di corruzione e collusione tra uomini di politica, imprenditori e ambienti della finanza che, considerata la mole di riscontri dettagliati raccolti, gli stessi coinvolti non hanno potuto far altro che confermare. Secondo gli inquirenti il gruppo avrebbe creato, attraverso un giro di false fatture, fondi neri indirizzati poi su conti esteri che sarebbero serviti, almeno in parte, per finanziare politici e partiti di ogni schieramento nel corso delle campagne elettorali.

Oltre al sindaco Orsoni si trovano agli arresti domiciliari Lino Brentan, Alessandro Cicero, Corrado Crialese, Nicola Falconi, Vittorio Giuseppone, Dario Lugato, Andrea Rismondo, Lia Sartori, europarlamentare per un altro mese, e Danilo Turato.

Si aprono invece le porte del carcere per l’assessore regionale alle Infrastrutture Renato Chisso seguito dal suo collaboratore Giovanni Artico e da Stefano Boscolo, Gianfranco Contadin, Maria Teresa Brotto, Enzo Casarin, Gino Chiarini, Patrizio Cuccioletta, Luigi Dal Borgo, Giuseppe Fasiol,  Francesco Giordano, Vincenzo Manganaro, Manuele Marazzi, Giampietro Marchese, Alessandro Mazzi, Roberto Meneguzzo, Franco Morbiolo, Luciano Neri, Maria Giovanna Piva, Emilio Spaziante, Federico Sutto, Stefano Tomarelli e  Paolo Venuti.

Si trovava già ai domiciliari invece Giovanni Mazzacurati, uno dei vertici del Consorzio Venezia Nuova, considerato il ‘burattinaio’ di tutte le operazioni relative al Mose. Proprio le indagini avviate su di lui avevano portato alla luce una serie di false fatturazioni e di presunte bustarelle che hanno condotto all’arresto di Pio Savioli e Federico Sutto, rispettivamente consigliere e dipendente del Cvn, nonchè di quattro imprenditori che si spartivano lavori milionari.

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