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lunedì, 17 Gennaio 2022

Morte Astori, parla il medico dell’Under 21

Le parole dell'ex medico dell'Under21 sui decessi precoci degli atleti.

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La sconcertante morte del capitano della Fiorentina Davide Astori, di soli 31 anni, ha sollevato non poche perplessità. Considerando le visite approfondite a cui in Italia vengono sottoposti i calciatori, ci si interroga su come sia possibile che un atleta giovane ed in buona salute possa essere scomparso  così precocemente per un arresto circolatorio.

A questo proposito è intervenuto l’ex medico dell’Under21 azzurra, specialista in medicina dello sport, Carlo Tranquilli: “In Italia siamo avanti grazie alla Legge 91 che regola le norme dei rapporti tra sportivi e società professionistiche, introducendo già dagli anni 80 la scheda sanitaria per ogni atleta”.

“Ciononostante, l’eventualità di decessi del genere, anche se infrequente, esiste ed è inevitabile. “Purtroppo non c’è niente di nuovocon i controlli si abbassa di molto il rischio di morte improvvisa ma non la si può evitare al 100%. Nel nostro Paese, grazie all’obbligo di legge, i controlli sono molto più estesi rispetto agli altri paesi. Almeno ogni sei mesi la scheda sanitaria dell’atleta deve essere aggiornata e la responsabilità è della società, quindi del medico sociale. Come in Italia ci sono pochi altri posti nel mondo, con lo screening che facciamo noi, e i controlli pre-gara per gli atleti professionisti possono abbassare i rischi di morte improvvisa fino all’89%. E comunque, più in generale, anche con un semplice elettrocardiogramma ben letto dal medico si possono abbassare di molto i rischi. Ma purtroppo ci sono patologie che sfuggono”, continua Tranquilli.

“Negli sportivi under 35 possono capitare patologie nascoste come le cardiomiopatie ipertrofiche o una displasia aritmogena. Questo tipo di patologie si possono sospettare ma è difficile scoprirle. Ci sono poi patologie intercorrenti legate a malattie infettive che possono portare ad una miocardite. In Italia gli atleti professionisti sono obbligati a fare almeno ogni sei mesi controlli ma il rischio di morte improvvisa resta e si può verificare su un atleta per ogni 100.000 sotto i 35 anni. Le statistiche, purtroppo, lo dimostrano”, aggiunge il medico.

In Italia si verificano tra i 50mila e i 70mila casi di decessi improvvisi di individui al di sotto dei 35 anni, spiega il cardiologo dell’Università Tor Vergata di Roma, Valerio Sanguigni: “I controlli in Italia sono tra i migliori al mondo ma ci sono patologie che sfuggono, anche molto rare. Come la displasia aritmogena del ventricolo, una cardiopatia congenita in cui il cuore e coronarie appaiono sani ma ci sono alterazioni che possono scatenare un attacco. Purtroppo le aritmie cardiache sono imprevedibili, non è vero che avvengono sempre dopo uno sforzo. Inoltre di notte le frequenze cardiache negli atleti professionisti scendono molto, anche sotto i 40, e questo è un fattore che può scatenare le aritmie”. Una tragedia inevitabile quindi, quella che ha colpito il giovane capitano e tutto il mondo del calcio.

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