La mobilità elettrica in Italia nel 2026 potrebbe finalmente svoltare. Marzo 2026 rimarrà probabilmente come il mese in cui muoversi con l’elettrico ha smesso di essere un fenomeno di nicchia: le immatricolazioni di auto full electric hanno raggiunto 16.033 unità, record storico, con una crescita del 71,1% rispetto a marzo 2025 e una quota di mercato che sale all’8,6%. Il segnale più sorprendente? Le BEV acquistate da privati hanno toccato quota 12.002 unità a marzo, con un balzo del +189,2% rispetto all’anno precedente. Non più solo aziende e noleggi. Finalmente anche le persone comuni scelgono l’elettrico.
Mobilità elettrica le colonnine non bastano ancora
Parallelamente crescono le infrastrutture. Nei primi tre mesi del 2026 sono stati installati 5.206 nuovi punti di ricarica, portando il totale nazionale a oltre 78.000. Tra le nuove colonnine, il 64% è ad alta e altissima potenza: ricariche più veloci, più smart. Ma la distribuzione resta squilibrata: il numero di punti rimane inferiore alla media europea, soprattutto al Sud e nelle aree rurali. Se abiti a Milano sei a posto. Se abiti altrove, la strada è ancora lunga.
Il gap con l’Europa: colmarsi o restare indietro
Il confronto europeo è impietoso. La quota di mercato delle BEV in Italia oscilla tra il 6% e il 9%, lontana dalla media UE che supera il 16%. Nel Belgio le elettriche valgono il 36% del mercato, in Francia il 28%.L’Italia ha cominciato a correre, anche con l’elettrico, ma è ancora in grandissimo ritardo rispetto agli altri paesi europei, e non solo.
il governo dia una “scossa”
Tocca anche al governo dare incentivi che possano spingere gli italiani a passare alle auto elettriche ed ibride, soprattutto sotto l’aspetto economico. Le norme sui monopattini recenti hanno dato una “regolata” ad un fenomeno che era quasi fuori controllo, ma oltre alle regole servono aiuti concreti. La direzione è quella giusta: ora serve non perdere il ritmo.





