Minneapolis, commissariato in fiamme Terza notte di disordini a Minneapolis, cittadina dell'affaire George Floyd, ucciso durante un fermo di polizia

Minneapolis sotto assedio. 

Terzo giorno di rivolta nella cittadina statunitense di Minneapolis, dove si è consumato l’omicidio del cittadino afroamericano George Floyd, ucciso dal soffocamento da parte di un agente durante un fermo da parte della polizia.

Le stesse ultime parole dell’uomo sono diventate emblematiche al pari di I have a dream di Martin Luther King per la comunità afroamericana dell’intera nazione federale, con l’ hashtag #icantbreathe allegata alla divulgazione social del video dell’evento.

L’episodio di razzismo che ha sconvolto l’intera opinione pubblica americana e mondiale, dopo le manifestazioni di protesta iniziali e alcuni scontri con la polizia, ha dato esito a meri tumulti.

A dar manforte all’indignazione per l’accaduto, oltre alle dichiarazioni della sorella della vittima, la quale ha espressamente richiesto giustizia e l’insufficienza del semplice licenziamento attuato dal sindaco di Minneapolis Jacob Frey, è stato il mondo della NBA capitanato da Lebron James e da Stephen Jackson, amico della vittima.

Ma ciò non ha placato l’ escalation di tensione, avendo come obiettivo iniziale la casa di Derek Chauvin, l’agente 44enne direttamente coinvolto, come si evince dal video nella morte di George Floyd.

La comunità afroamericana locale della cittadina di Minneapolis, Minnesota, nelle ultime ore ha dato luogo ad una forte mobilitazione nel centro urbano, culminando con l’assedio al commissario di polizia incriminato.

L’happening che sta accrescendo per mole di partecipazione e tensione, durante la notte -ora italiana- ha visto una mera spedizione verso il commissariato di polizia presso cui erano impiegati gli agenti coinvolti nell’omicidio di George Floyd.

Le reazioni della polizia contro le frange più estremiste del corteo, che a suono di slogan contro Donald Trump e contro la polizia, non si è fatta attendere.

Onde evitare la presa dei manifestanti, gli agenti hanno lanciato sui manifestanti riusciti ad entrare e distruggere alcuni reparti del commissariato di polizia, dei gas lacrimogeni e proiettili di gomma per disperdere la folla e gli assalitori.

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Laureato in lettere moderne presso l'Università degli studi di Napoli Federico II, parlante spagnolo e cultore di storia e arte. "Il giornalismo è il nostro oggi."

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