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Ministro della Salute: vaccino per 400 milioni di europei

Il nostro Ministro della Salute, Roberto Speranza, insieme ai suoi corrispondenti rispettivamente di Germania, Francia e Olanda, ha sottoscritto ieri un contratto con AstraZeneca – l’azienda globale biofarmaceutica svedese-britannica – che garantisce l’approvvigionamento di 400 milioni di dosi di vaccino che saranno messi a disposizione di tutta la popolazione europea.

Sono ancora in corso i lavori per il perfezionamento del vaccino riguardo al quale ormai cittadini di tutto il mondo si fanno domande e nutrono speranze da mesi. Il Ministro della Salute ieri ha annunciato, in seguito all’accordo, che entro la fine dell’anno sarà possibile molto probabilmente effettuare la distribuzione della prima tranche di dosi, in quanto, il percorso di sperimentazione, ad oggi certamente in uno stato avanzato, si ipotizza sarà concluso per ottobre. I laboratori che sembra stiano dando i risultati tanto attesi sono quelli dell’Università di Oxford. Ma ai lavori partecipa anche l’Irbm di Pomezia, la società italiana i cui ricercatori già in passato si distinsero per la messa a punto di un vaccino italiano anti-ebola.

Ad arricchire la nostra prospettiva sul vaccino riguardo il modo in cui le cose si muovano nei laboratori londinesi, le dichiarazioni di Elisabetta Groppelli, volontaria per le relative sperimentazioni, che in un’intervista per La Repubblica racconta della sua condizione. Secondo quanto riportato, dopo 30 giorni dall’iniezione nella sua spalla le sue condizioni fisiche si presentano più che bene, così come per la maggior parte delle persone che hanno deciso di sottoporsi al trattamento. Ma la volontaria, che tra l’altro è anche una virologa, non sa se la sostanza che le sia stata iniettata sia effettivamente quello che sarà il futuro vaccino, o un cosiddetto “vaccino di controllo” già testato in passato. Questo perché il progetto prevede l’utilizzo dei due tipi di sostanze, e in questo modo le persone (non conoscendo quale tipo di vaccino sia nel loro sangue nel periodo di osservazione) non saranno soggette ad influenze che possano modificare i loro comportamenti e compromettere così i risultati delle analisi alle quali si siano sottoposti.

Pensare che sia possibile avere delle risposte importanti già a settembre è qualcosa che senz’altro può rendere orgoglioso il mondo della sanità. Non bisogna dimenticare quante volte all’inizio di tutta questa storia sia stato affermato che non sarebbe stato lontanamente possibile avere un vaccino prima dei 18 mesi. Certo è che la situazione non smette di preoccupare, le soluzioni che saranno distribuite ed iniettate in tutta Europa non ci danno una garanzia certa di difesa, ma anzi a tal proposito, prudentemente, si parla di “vaccino più promettente”. E si può dire che proprio la velocità con la quale si sta procedendo verso una ripresa delle attività, e quella di cui si è appena detto, lascia pensare che sia maggiormente considerabile l’ipotesi della ricaduta nel prossimo autunno. Sarebbe necessario che con la stessa determinazione con la quale ci si sta spingendo verso un ritorno alla normalità, ci si prenda al tempo stesso la responsabilità di vivere un momento in cui è insito in ogni comportamento ancora un rischio non trascurabile.

Un aspetto non poco importante da tenere in considerazione è la posizione del Ministro della Salute in merito all’accessibilità del vaccino. Questo è quanto dichiara sulla sua pagina facebook: “per me andrà sempre considerato un bene pubblico globale, diritto di tutti, e non privilegio di pochi”, d’altronde “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”.

Gilda Caccavale
Gilda Caccavale
1996 - Laureata e specializzanda in scienze politiche. Da sempre appassionata di scrittura nella sua potenzialità di condividere e trasferire sottili intuizioni e prospettive, o irripetibili combinazioni dell'essere. Fermare la "visione" significa assistere l'evoluzione, e m'illumina d'immenso!