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lunedì, 30 Gennaio 2023

Il ministro Boschi e quel Decreto Salva Banche

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Cinzia Capezzuto
Collaboratore XXI Secolo.

Roma – Dalle 9 di questa mattina la Camera dei Deputati è impegnata nell’esame della mozione di sfiducia nei confronti del Ministro Maria Elena Boschi. Il Ministro Boschi, durante il Consiglio di ministri che ha approvato il decreto-legge n.3 del 2015 non era presente, con ciò non significa che possa essere completamente escluso il suo conflitto di interessi.

Riforme: al via seduta Senato, subito polemiche di M5S-LegaCosa prevede il decreto Salva-Banche? Il decreto Legge in questione ha introdotto nuovi limiti dimensionali per le banche popolari, disponendone la trasformazione in società per azioni nelle ipotesi di attivi superiori ad 8 miliardi di euro. La sua approvazione è stata preceduta da rilevanti speculazioni finanziarie relative agli istituti di credito interessati.

Il ‘presunto’ conflitto di interessi – Il presidente della Consob, in sede di audizione parlamentare, ha dichiarato che le negoziazioni hanno assunto volumi nell’ordine di 10 milioni di euro, e secondo alcune fonti, risulterebbe una possibile diffusione di informazioni privilegiate prima del Consiglio dei ministri del 20 gennaio 2015. Il volume delle negoziazioni sarebbe aumentato fin dal 3 gennaio del medesimo anno. Le quotazioni delle azioni hanno registrato incrementi pari ad un minimo dell’8 per cento per Ubi Banca fino a un massimo del 57 per cento proprio per la Banca popolare dell’Etruria e del Lazio; agli operatori del mercato è apparso del tutto anomalo un rialzo delle quotazioni della Banca Etruria in considerazione dei gravi problemi finanziari dovuti a sofferenze per un valore complessivo di circa 3 miliardi di euro. Le stesse sofferenze, infatti, hanno indotto il Ministero dell’economia e delle finanze e la Banca d’Italia a commissariare il medesimo istituto di credito.

Chi voterà? I numeri parlamentari sono inequivocabili: a votare contro saranno M5S, Lega e Sinistra Italiana mentre Forza Italia non parteciperà al voto per non mostrare le crepe interne. Il Premier Matteo Renzi, considerando il dibattito di oggi “demagogico” e senza basi, non sarà in aula ma a Bruxelles. Mentre il ministro Boschi sarà presente in aula, dove interverrà in replica al dibattito generale, dimostrerà, stando ai fatti, che l’accusa di conflitto di interessi per il decreto salva-banche è falsa.

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