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domenica, 4 Dicembre 2022

Michelangelo e Pollock: mostra dell’azione

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Dal 16 aprile al 27 luglio Pollock sarà in mostra a Firenze in un’esposizione dal titolo “La figura della furia”, a cura di Sergio Risaliti e Francesca Campana. La mostra nasce come confronto artistico, ma più che altro virtuale, con il pittore rinascimentale Michelangelo Buonarroti.

Due mondi completamente diversi, eppure così vicini: da un lato le opere senza forma del fondatore dell’action painting, Pollock; dall’altro il ‘realismo’ di Michelangelo. Una mostra sperimentale e innovativa quella che Firenze propone agli appassionati di arte, un vero e proprio evento avanguardista per l’occasione del 450esimo anniversario della morte di Michelangelo (Roma 18 febbraio 1564 – ndr). Tra Palazzo Vecchio e l’ex Tribunale di San Firenze, dove è stato ricreato pedissequamente lo studio di Long Island di Pollock, accanto allo stile rinascimentale del Buonarroti, saranno esposte le opere multimediali e interattive.

Il Premier Matteo Renzi ha affermato: “Investire sulla cultura è da sempre una priorità dell’amministrazione: basti pensare ai progetti di ampliamento di Palazzo Vecchio e della biblioteca delle Oblate, al raddoppio dei visitatori dei musei civici, all’apertura di nuovi spazi museali e a breve l’inaugurazione definitiva del nuovo teatro dell’Opera e quella del museo del Novecento. Questa mostra si dimostra un ulteriore tassello del nostro impegno”.

Ciò che accomuna il genio del 500, costretto a dipingere la cappella Sistina in una posizione corporea inusuale e scomoda per qualsiasi uomo; e l’artista del XX secolo che gira intorno alla sua tela bianca distesa sul pavimento con musica jazz in sottofondo, è anche l’età giovane dell’americano: nei suoi primi passi verso l’exploit artistico, Pollock era indeciso se essere un pittore o uno scultore. Alcuni suoi studi sono conservati al Metropolitan Museum di New York, gli stessi in cui si evince il suo approccio all’arte traendo spunto da Michelangelo. I suoi “Sketchbooks” non sono altro che disegni che riproducono i soggetti del Diluvio e Adamo nel Giudizio Universale. I suoi taccuini sono semplicemente l’incipit del percorso artistico di Pollock. Ed è per questo motivo che la mostra si presenta come un evento di grande rilevanza culturale. Mettere a confronto lo studio preciso e attento del corpo con l’informità non è cosa da poco, per di più si tratta di due artisti di epoche completamente diverse: Michelangelo crea e Pollock ‘distrugge’? Due azioni che avvolgono i due artisti in un legamene indissolubile: le pennellate rapide, lente, brusche e di forza di Pollock; e la furia che ha ispirato Michelangelo nelle sue opere così perfette. I’ sento in me non so che grand’amore, che quasi arrivere’ ‘insino alle stelle diceva Michelangelo. Quando sono ‘dentro’ i miei quadri, non sono pienamente consapevole di quello che sto facendo rispondeva Pollock.

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