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domenica, 23 Gennaio 2022

Ischia: ex sindaco indagato per peculato

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Salvatore Nappo
Studio Storia e sono istruttore di calcio qualificato CONI-FIGC. Credo che fare Giornalismo significhi fare due cose: ricerca e inchiesta. Ritengo il calcio l'arte che più si avvicina al senso della vita: nel calcio, come nella vita, puoi studiare mille situazioni di gioco ma alla fine il campo ti metterà di fronte alla 1001esima che non avevi previsto.

Il caso della metanizzazione di Ischia continua ad arricchirsi di elementi sempre nuovi, e col numero dei personaggi coinvolti che continua ad aumentare. L’inchiesta portata avanti dai PM del Tribunale di Napoli sta portando alla luce la solita politica all’italiana fatta di mazzette, favori, conversazioni dai toni ‘mafioseggianti’, voti di scambio, appalti. Cambiano i protagonisti, ma lo schema è sempre lo stesso. Nel caso specifico si parla di presunte mazzette all’ex Sindaco PD di Ischia, Giuseppe Ferrandino, da parte della CPL Concordia (società cooperativa, che si occupa di gestione energetica, vendita e distribuzione gas metano e gpl) per ottenere l’appalto delle opere di metanizzazione dell’isola. L’indagine, per ora, porta ad undici indagati, dei quali nove già in carcere, compreso l’ex sindaco. Ma la situazione rischia di peggiorare.

IL FATTO – Il progetto per metanizzare Ischia parte nel lontano 1980 e fino ad oggi sono stati stanziati oltre 2 miliardi di euro, che però non sono bastati a completare l’opera. Un po’ come tutte le opere pubbliche italiane. E così nel 2013 vengono stanziati altri 140 milioni di euro per portare a termine i lavori. La CPL Concordia, con una serie di mazzette al sindaco di Ischia, e non solo, riesce a farsi assegnare l’appalto dei lavori. Oltre alle mazzette, viene garantito al fratello del Sindaco, Massimo, l’assunzione come consulente. Questi legami venivano curati da Francesco Simone, ex capo delle Relazioni istituzionali della coop modenese Cpl Concordia, accusato di aver messo in piedi il sistema.

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Francesco Simone, uomo chiave nelle indagini dei PM di Napoli

Ed ora è lui che, collaborando con la Giustizia, sta portando a galla tutto il  sistema e i meccanismi per farlo funzionare. Ha parlato delle due mazzette al  Sindaco, per un totale di 330mila euro, versati all’albergo di famiglia per avere sette camere riservate per Agosto e per Capodanno. E ha parlato dell’acquisto da  parte della CPL Concordia di 500 copie del libro dell’ex Premier, Massimo  D’Alema,  che però non è indagato. Oltre a ciò la Concordia avrebbe acquistato, in occasione della presentazione del libro fatta proprio ad Ischia, oltre duemila bottiglie di vino prodotte dall’azienda della moglie di D’Alema. Luogo scelto per la presentazione, indovinate un po’? L’hotel Le Querce. Sarà mica quello della famiglia Ferrandini? Sì, proprio quello. C’è poi una società tunisina che secondo i magistrati era una sorta di riserva di denaro per la CPL. Costituita da Simone, era il salvadanaio che serviva a pagare le tangenti a pubblici ufficiali.

D'Alema_Nappo Salvatore_21secolo
D’Alema

D’ALEMA PENSIONATO CHE FA CAMPAGNA ELETTORALE – L’ex Premier, Massimo D’Alema, si è difeso dicendo che attualmente non ricopre nessun incarico istituzionale, ed è ormai un uomo in pensione. Quindi, secondo D’Alema, l’attenzione mediatica nei suoi confronti è solo un modo per infangare la sua persona che non può avere nessuna valenza nell’ambito dell’inchiesta. Non la pensano allo stesso modo gli inquirenti. Secondo loro l’acquisto da parte della CPL Concordia di molte copie del suo libro, l’aver organizzato la presentazione del libro proprio ad Ischia nell’albergo dell’allora Sindaco e candidato alle Europee nella lista del PD, il tutto accompagnato da un buon bicchiere di vino prodotto dall’azienda della moglie di D’Alema e altri tre bonifici fatti ad una fondazione dell’ex Premier “rappresentano un evento importante per la campagna elettorale di Giuseppe Ferrandino”, ovvero colui che poi si interesserà di far assegnare l’appalto della metanizzazione proprio alla CPL Concordia. C’è anche l’intercettazione della conversazione tra Simone e Verrini (responsabile commerciale della CPL) in cui i due parlano di due categorie di politici: “quelli che mettono le mani nella merda e quelli che non lo fanno”. E secondo Simone, D’Alema è uno di quelli che le mette e che le ha già messe in passato. E’ forse poco per D’Alema? Strano per un ex giornalista professionista.

GLI ULTIMI AGGIORNAMENTI – Ci sarebbe un altro testimone fondamentale per l’inchiesta. Un manager della CPL Concordia che avrebbe fornito elementi importanti agli inquirenti. A quanto pare, Francesco Simone aveva contatti anche con “ministri, politici e amministratori pubblici”. Gli elementi su cui indagare sono quindi in continuo aggiornamento e lo spettro di una seconda “Mani Pulite” non è poi tanto lontano.

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