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venerdì, 12 Agosto 2022

Messico, evasi dal carcere 1300 cubani

Le terribili condizioni in cui sono costretti a vivere spingono i detenuti cubani a fuggire da una struttura penitenziaria messicana

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1.300 migranti, per la maggior parte cubani, sono evasi ieri sera dal carcere di Tapachula, Chiapas, a sud del Messico. L’annuncio è stato dato dalle autorità locali: “C’è stata un’uscita non autorizzata di un importante numero di persone ospitate nel centro per migranti” spiega l’Istituto nazionale di migrazione.

In base ad alcune testimonianze, la fuga è avvenuta all’ora di cena, nel corso di forti proteste in cui i cubani minacciavano di dare fuoco al centro di detenzione le cui strutture risultano sovraffollate.

L’Istituto nazionale per l’immigrazione ha poi dichiarato che 700 degli evasi sono poi tornati volontariamente, mentre 600 si trovano al momento a piede libero.

La direzione del carcere ha raccontato che gli agenti all’interno del complesso non erano armati e “non c’è stato alcun confronto”. La polizia federale con scudi antisommossa si è diretta verso l’interno dell’istituto per fronteggiare la situazione, mentre una folla di cubani, i cui parenti erano detenuti presso la struttura, protestavano all’esterno: denunciando il sovraffollamento e le condizioni non igieniche del complesso, la cui capienza è al di sotto delle 1.000 persone.

Nella zona sono circa 3.200 migranti in cerca di documenti per lasciare il Paese.

 

 

 

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