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venerdì, 19 Agosto 2022

Medjugorie: rivelazioni shock da Monsignor Hoser

Secondo l'arcivescovo Henryk Hoser, Medjugorie rappresenterebbe un vero e proprio business per i clan camorristici

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Dal settimanale cattolico polacco Niedziela e da Radio EM, il giornalista David Murgia, nel suo blog “Il segno di Giona”, riferisce un dettaglio a dir poco inquietante: durante la messa nella cappellina dell’aeroporto di Varsavia, l’arcivescovo polacco Henryk Hoser, inviato di papa Francesco a Medjugorje, avrebbe rivelato che anche il terzo santuario mariano più importante della Cristianità non sfugge ai tentacoli della camorra napoletana.

Il turismo religioso rappresenterebbe infatti un vero e proprio business per i clan partenopei: “Un altro posto dove c’è una lotta sempre più agguerrita tra il bene e il male è Medjugorie. Da un lato, incontriamo migliaia di giovani che usano il sacramento della penitenza e della riconciliazione. D’altra parte, bisogna essere consapevoli che a causa del massiccio afflusso di pellegrini, questo posto è penetrato dalle mafie, tra cui quelle del Napoletano, che conta sui profitti”, ha detto Monsignor Hoser.

I dubbi si concentrano soprattutto sulle agenzie private che organizzano pellegrinaggi di 450 euro a persona: un apparato parallelo a quello ufficiale, costituito da viaggi, alberghi e guide abusive, nel quale si infiltrerebbe l’organizzazione criminale.

Senza contare tutto il giro d’affari legato ai duecento negozi dove è possibile trovare davvero di tutto: immagini sacre, bibite, statuette, corone del Rosario, borracce. La contraffazione poi, sembra essere una consuetudine ben radicata, con scarpe, jeans e foulard delle marche più prestigiose venduti a 30 euro al massimo.

Altra nota dolente, la speculazione edilizia, con i tantissimi piccoli alberghi, da venti camere ognuno, che affollano la località mariana.

Le parole dell’arcivescovo, che si stabilirà provvisoriamente nella località bosniaca a nome di papa Bergoglio per gestire il flusso dei pellegrini, sono state accolte con sdegno da una parte dei fedeli napoletani, ma un’indagine della direzione investigativa antimafia sta portando alla luce retroscena scioccanti: i clan coinvolti sarebbero i Zaza e i Mazzarella per il mercato del falso e i Casalesi per l’abusivismo edilizio e il riciclaggio di denaro sporco.

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