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lunedì, 26 Settembre 2022

Medico stroncato da infarto, aveva lavorato 24 ore. I colleghi: “Faceva da tappabuchi”

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Anna Borriello
Scrivo per confrontarmi col mondo senza ipocrisie e per riflettere sul rapporto irriducibile che ci lega ad esso.

Giovanni Buccoliero, primario di 61 anni, è morto sul posto di lavoro dopo 24h non stop in ospedale. Il medico è stato stroncato da un infarto dopo 24 ore consecutive tra Pronto Soccorso e reparto di Medicina. Il fatto è avvenuto nel nosocomio Giannuzzi di Manduria, a Taranto.

Medico 61enne stroncato da un infarto sul posto di lavoro, i colleghi: “Siamo sotto organico. Faceva da tappabuchi”

Mentre faceva il consueto giro di visite del mattino lo scorso giovedì, alle 8:30, il medico ha avuto un malore che non gli ha lasciato scampo. Si è allontanato dai colleghi dicendo di dover andare in bagno ma non ha più fatto ritorno. Preoccupati dal ritardo, gli infermieri sono andati a cercarlo e lo hanno trovato riverso a terra ormai senza vita.

I colleghi hanno provato a rianimarlo senza successo, per il medico 61enne ormai non c’era più nulla che i medici potessero fare. I colleghi hanno spiegato: “Siamo sotto organico e Giovanni, come tanti di noi, faceva il tappabuchi. Aveva lavorato dodici ore al Pronto soccorso, poi dalle 8 del mattino era entrato in reparto ed era tornato a casa solo mercoledì sera. Giovedì mattina era di nuovo in corsia a fare visite”.

Ai suoi turni di reparto in Medicina aveva aggiunto 12 ore per coprire i turni scoperti del Pronto Soccorso, come sempre più spesso viene chiesto dalle amministrazioni per sopperire alla mancanza di medici.

La Fadoi, Federazione dei medici internisti Ospedalieri, per voce del Presidente Nazionale Dario Manfellotto, esprime il cordoglio degli internisti italiani alla famiglia ed ai colleghi di Giovanni Buccoliero. In una nota: “Una morte sul lavoro, in corsia, che adesso colpisce i “nuovi eroi”, come venivamo chiamati solo un anno fa, non soltanto a causa del Covid, ma anche per l’eccesso di lavoro. Una vicenda inaudita; il nostro collega, allo stremo delle forze, ha pagato anni di mancata ed errata programmazione in uno scenario della sanita’ ospedaliera italiana che ci vede sempre di più in prima linea ogni qual volta appare un’emergenza. E’ stato il caso del Covid e lo è adesso con la grave carenza di medici. Doppi e tripli turni, senza poter godere di ferie e riposi”.

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