4shared
7.7 C
Napoli
mercoledì, 19 Gennaio 2022

Mazzarri: “A Napoli ho trasformato in campione Hamsik”

Da non perdere

Salvatore Nappo
Studio Storia e sono istruttore di calcio qualificato CONI-FIGC. Credo che fare Giornalismo significhi fare due cose: ricerca e inchiesta. Ritengo il calcio l'arte che più si avvicina al senso della vita: nel calcio, come nella vita, puoi studiare mille situazioni di gioco ma alla fine il campo ti metterà di fronte alla 1001esima che non avevi previsto.

Intervistato dai colleghi del Corriere dello Sport, Walter Mazzarri, ex allenatore di Inter e Napoli, ha parlato della sua nuova esperienza al Watford, ma anche del suo passato e in particolare del Napoli. Queste le sue parole:

“La mia vita a Watford non è molto diversa da Napoli e Milano. Cambia il clima. Passo la mia vita tra casa e campo, arrivo la mattina e torno a casa verso le sei-sette del pomeriggio: come a Napoli e Milano, appunto. Ho scelto il Watford per cinque ragione: la prima, con Pozzo avevo avuto diversi contatti negli anni ma non eravamo mai riusciti a concludere; la seconda, in Italia avevo dimostrato tutto; la terza ragione: avevo, quindi, bisogno di altri stimoli; il quarto motivo, quando con il Napoli ho incontrato Manchester City e Chelsea sono rimasto affascinato dall’ambiente, dagli stadi; il quinto motivo, la Premier League è il campionato più importante del mondo. Scegliere Watford non è di certo un passo indietro, qui vivo la stessa situazione che ho vissuto a Napoli nel 2009, con gli azzurri tornati in A nel 2007: siamo cresciuti insieme, io e il club. Si iniziava un ciclo, proprio come qui a Watford. Ecco perché ho firmato per tre anni”.

“A Napoli i risultati più importanti sono arrivati dopo il primo anno, e anche qui sta andando bene. Corsa scudetto? Chiaramente la Juve ha un passo in più, ma il calcio riserva tante sorprese. Napoli e Roma sono due belle squadre e giocano un buon calcio. Il mio Napoli peccava di distrazione, ma nessuno ricorda che avevo una rosa molto giovane. La crescita fu costante, una vera e propria escalation. Grazie al lavoro che facemmo in quei quattro anni, fino all’arrivo in Champions League ora il Napoli ha maggiore appeal sui calciatori”.

“Quando fui assunto dal Napoli, Hamsik aveva 22 anni e un’esperienza limitata, così come Lavezzi che ne aveva 24 e Cavani, appena arrivato dal Palermo, ne aveva 23. Erano giovani, ma di prospettiva importante. La nostra cavalcata li ha aiutati a diventare i campioni che ora sono”. 

image_pdfimage_print

Ultimi articoli