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martedì, 9 Agosto 2022

Mauro Monciatti, un caso aperto

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“Mi fa sentire male pensare che mio marito ha avuto una grande paura. E che ha subito un enorme dolore fisico. L’hanno abbandonato tutti, a partire dallo Stato ma la sua famiglia, quella di sicuro no. Combatterò per avere risposte sulle tante, troppe zone d’ombra di questa morte – dichiara Valentina Novikova, la vedova del funzionario della Farnesina originario di Sinalunga Mauro Monciatti, morto a Caracas in Venezuela in circostanze poco chiare.

Le autorità venezuelane parlano di infarto al miocardio, tuttavia le autopsie sul suo cadavere hanno rivelato la presenza di escoriazioni multiple sulla parte esterna delle braccia e sulla fronte, oltre ad ecchimosi all’occhio e alle gambe.

Inoltre, le indagini degli investigatori venezuelani hanno portato alla luce la presenza di tracce di sangue sulla porta esterna dell’appartamento. Resta difficile pensare che si sia ferito dopo il malore, e il fatto che sia morto rivolto verso la porta di uscita farebbe ipotizzare che abbia trovato qualcuno in casa che lo abbia aggredito e da cui ha cercato di fuggire. Elementi sufficienti per fare aprire un fascicolo di indagini da parte della procura della Repubblica di Roma per accertare le cause del decesso.

Finora la collaborazione tra autorità italiane e venezuelane è stata infruttuosa e ciò ha spinto la moglie di Monciatti, che di recente ha dovuto affrontare un ulteriore dolore a causa della morte del padre,  ad uscire allo scoperto e a denunciare pubblicamente la sua convinzione. “Sono fermamente sicura che mio marito è morto a causa del suo lavoro. Non avrò pace finché ciò non sarà riconosciuto. A questo punto non chiedo che vengano trovati i colpevoli o i mandanti. Ma almeno si riconosca questa verità.”

Il suo prossimo passo sarà la consegna di una lettera al presidente della Repubblica per chiedere il sostegno e l’appoggio delle autorità per la sua causa.

 

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