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mercoledì, 19 Gennaio 2022

Maturità 2015: via i commissari esterni

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Mariapaola Ramaglia
Sono laureata in Scienze dell’Educazione e della Formazione e in Economia Aziendale e sono Mediatrice Familiare. Da anni, collaboro con diverse Associazioni che si occupano di difendere i diritti dei minori e sostenere famiglie che vivono situazioni di disagio o sofferenza. Sono socia di un'Associazione, in cui mi occupo di formazione ed essendo appassionata di comunicazione e scrittura, sono anche scrittrice, blogger e web writer.

La proposta del Miur è stata approvata: dalla maturità 2015, la commissione esterna sarà eliminata. È quanto è stato deciso con la Legge di Stabilità, che prevede per i prossimi Esami di Stato una commissione formata da sei commissari interni (che non percepiranno alcun compenso) e un presidente esterno. Questa riforma permetterà al Miur di risparmiare circa 147 milioni di euro.

Come saranno scelti i commissari?

Per la maturità, la commissione interna sarà sempre indicata dal consiglio di classe e nominata dal preside. Il presidente esterno, invece, sarà nominato direttamente dal Miur.

Quali sono state le reazioni a questa innovazione?

Gli studenti hanno sempre vissuto come un incubo la presenza dei commissari esterni e, perciò, hanno appreso con sollievo la notizia (salvo poi farsi assalire da qualche dubbio sull’effettivo vantaggio pratico della riforma). I dirigenti scolastici, invece, non considerano positivamente il cambiamento e, a questo punto, vorrebbero addirittura l’abolizione dell’Esame di Maturità. È quanto propone la DiSAL (Associazione professionale Dirigenti Scuole Statali e Paritarie – ndr), il cui presidente, Ezio Delfino, definisce la maturità “un rito bizantino ormai antiquato a cui non crede più né il mondo delle università (che, infatti, oramai testano gli studenti prima della data dell’esame di maturità) nè il mondo del lavoro (che non guarda neppure il risultato della maturità, ma le attitudini e le competenze pratiche dei ragazzi da assumere)“.

A conferma dell’irrilevanza che potrebbe assumere l’Esame di Stato, aggiunge l’ex Senatrice Mariangela Bastico, “non ha alcun senso che il consiglio di classe, che ammette o non ammette gli studenti all’Esame di Stato, contraddica se stesso a distanza di pochi giorni, bocciando uno studente ammesso. Non ha alcun senso che il consiglio di classe giudichi se stesso.” Il rischio, inoltre, sempre secondo la Bastico, è che si modifichi “strutturalmente il sistema nazionale di istruzione, affidandolo ad una logica di mercato, in cui scuole pubbliche e private gareggerebbero per conquistare studenti, la cui selezione verrebbe fortemente condizionata dalla situazione economica e sociale della famiglia di origine.”

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