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mercoledì, 8 Dicembre 2021

Maturità, 17 giugno al via l’esame di Stato

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Domenico Papaccio
Laureato in lettere moderne presso l'Università degli studi di Napoli Federico II, parlante spagnolo e cultore di storia e arte. "Il giornalismo è il nostro oggi."

Il Miur, capitanato dalla ministra Azzolina, sta cercando di attuare una modalità per predisporre lo svolgimento dell’esame di maturità 2019-2020 in presenza.

Stando a quanto comunicato, soglia di partenza per l’esame di maturità sarà il 17 giugno.

Due solo le possibilità che rendono fruibili l’esame di maturità, secondo le modalità stabilite con il colloquio orale.

La prima è offerta dagli studi medico-scientifici, i quali prospettano per il mese di giugno una soglia di contagio pari a zero dell’intero territorio della penisola italiana.

Inoltre, il numero dei partecipanti, tra alunni e docenti, vedrebbe coinvolti solo una buona ristretta percentuale della scuola, che permetterebbe di adottare le misure di distanziamento di sicurezza, previsto per le norme igienico-sanitarie.

Il nodo della matassa ancora da sciogliere per gli esami di maturità, verte intorno alla modalità di attribuzione dei crediti e di quanti punti far valere il colloquio.

Due sono le ipotesi poste al vaglio per l’esame di maturità: mantenimento della attuale ripartizione dei punti e dei crediti, pari a 40 crediti, mentre 60 punti previsti per il colloquio orale. Oppure, una modalità a 50%, cioè che stabilisca 50 crediti e 50 punti al colloquio.

In merito al colloquio, prende il via il delinearsi cosa prevederà il suo svolgimento.

Durante il colloquio, all’ esaminato potrà essere chiesto  qualcosa in merito all’elaborato finale che prevede l’esame di maturità, tesina o mappa concettuale.

Oppure interrogazioni su tradizioni per gli studenti di liceo come il classico e il linguistico; esercitazioni scritte o grafiche per gli istituti tecnico-scientifici.

Sulla modalità di composizione della commissione per eseguire gli esami di maturità, la composizione permane sulla scelta di sei docenti interni e un presidente esterno.

Una scelta che cerca di contentare tutti, soprattutto coloro che avevano definito come “calderone” la soluzione del “6 politico”, criticata dai docenti per mancanza di parametri adeguati per vagliare la preparazione reale dell’ esaminato.

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